II Long-Covid può portare a un rischio significativamente più elevato di sviluppare malattie cardiovascolari, anche in assenza di ricovero durante la fase acuta dell'infezione. È quanto emerge da uno studio pubblicato su eClinicalMedicine dal Karolinska Institutet.
L’analisi ha preso in considerazione 1,217 milioni di persone tra ottobre 2020 e gennaio 2025 tra i 18 e i 65 anni, di questi 8999 hanno ricevuto una diagnosi di Long-Covid. I ricercatori hanno confrontato la frequenza di eventi cardiovascolari nei pazienti con long Covid e in soggetti senza la condizione, escludendo chi aveva già malattie cardiache o era stato ospedalizzato per Covid acuto.
L'incidenza cumulativa di qualsiasi evento cardiovascolare è risultata più elevata nel gruppo Long-Covid rispetto al gruppo di controllo. Nel dettaglio, il 18,2% delle donne e il 20,6% degli uomini ha sviluppato una malattia cardiovascolare contro l’8,4% e l’11,1% rispettivamente nel gruppo controllo. Lo studio evidenzia in particolare un aumento di aritmie cardiache e coronaropatie in entrambi i sessi. Nelle donne si osserva inoltre una maggiore incidenza di insufficienza cardiaca e malattie vascolari periferiche, mentre non è emersa una chiara associazione con l'ictus. Anche dopo aver corretto i dati per fattori come età condizioni socioeconomiche e altri rischi noti, le differenze rimanevano elevate con rischi più che raddoppiati nelle donne e di circa un terzo negli uomini.
"Abbiamo rilevato che alcune patologie cardiovascolari sono più frequenti nei pazienti con long Covid, anche in individui relativamente giovani e precedentemente sani", afferma Pia Lindberg, autrice dello studio, sottolineando come “Molti pazienti non sono mai stati ospedalizzati, con il rischio che eventuali complicanze non vengano identificate tempestivamente”.
"I risultati indicano la necessità i un monitoraggio più sistematico e strutturato, tenendo conto anche delle differenze di genere", aggiunge Lindberg, evidenziando l'importanza di considerare il long Covid come un possibile fattore di rischio cardiovascolare a lungo termine, con implicazioni per la gestione clinica e la prevenzione.