L’uso dei cannabinoidi nei disturbi mentali e da uso di sostanze è raramente giustificato, alla luce di evidenze di efficacia limitate e di qualità generalmente bassa. È quanto emerge da una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su Lancet Psychiatry.
Lo studio ha incluso 54 trial randomizzati controllati per un totale di oltre 2.400 partecipanti, valutando l’efficacia di combinazioni di cannabidiol e delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) rispetto al placebo.
I risultati mostrano una riduzione di alcuni sintomi, tra cui quelli da astinenza da cannabis e il consumo settimanale nei soggetti con disturbo da uso di cannabis, la gravità dei tic nella sindrome di Tourette e alcuni tratti nello spettro autistico. Tuttavia, la qualità delle evidenze è risultata nella maggior parte dei casi bassa.
L’unico outcome con un livello moderato di evidenza è il miglioramento del tempo di sonno nei pazienti con insonnia, misurato con dispositivi elettronici.
La meta-analisi evidenzia inoltre un aumento degli eventi avversi complessivi nei soggetti trattati con cannabinoidi rispetto al gruppo di controllo (odds ratio 1,75), senza differenze negli eventi avversi gravi o nei tassi di abbandono dello studio.
Non sono stati osservati effetti significativi su ansia, anoressia nervosa, disturbi psicotici, disturbo post-traumatico da stress e disturbo da uso di oppioidi. Per altre condizioni, tra cui disturbo da deficit di attenzione e iperattività, disturbo bipolare e disturbo ossessivo-compulsivo, i dati sono risultati insufficienti per l’analisi.
Gli autori segnalano anche un aumento del craving per cocaina nei soggetti con disturbo da uso di cocaina trattati con cannabinoidi.
“Nel complesso, data la scarsità di evidenze di efficacia e il maggior rischio di eventi avversi, l’uso routinario di questi farmaci nei disturbi mentali e da uso di sostanze è raramente giustificato”, concludono gli autori.
Secondo i ricercatori, sono necessari ulteriori studi randomizzati di alta qualità, con campioni rappresentativi, per definire meglio efficacia e sicurezza dei cannabinoidi, in particolare nelle condizioni per cui le opzioni terapeutiche restano limitate.