Un disegno di legge per semplificare il rilascio e il rinnovo della patente di guida per le persone con diabete è stato presentato in Senato. Il ddl S.1650, illustrato dal senatore Antonio De Poli nel corso di una conferenza a Palazzo Madama, interviene sull’articolo 119 del Codice della strada, che disciplina l’accertamento dei requisiti fisici e psichici necessari per conseguire o rinnovare la patente.
L’iniziativa è stata presentata nella Sala Caduti di Nassirya del Senato alla presenza, tra gli altri, della presidente di FAND – Associazione italiana diabetici, Manuela Bertaggia, e del diabetologo Claudio Tubili.
Secondo De Poli, l’obiettivo della proposta è aggiornare norme che non terrebbero conto dei progressi della medicina. «Le norme attuali vanno superate e aggiornate perché non tengono conto dei progressi della medicina», ha dichiarato il senatore, spiegando che la finalità del disegno di legge è «raggiungere un equilibrio giusto e responsabile tra la sicurezza della circolazione stradale e il diritto delle persone con diabete alla libertà di movimento e a non essere discriminate».
Sostegno alla proposta è arrivato anche da FAND. «Quando si parla di patente di guida per le persone con diabete non si parla semplicemente di una procedura amministrativa, ma di vita quotidiana, di autonomia, di lavoro, di dignità», ha affermato Manuela Bertaggia, sottolineando come negli ultimi anni la gestione della malattia sia cambiata in modo significativo.
Secondo l’associazione, le innovazioni terapeutiche e tecnologiche hanno ridotto il rischio di ipoglicemie gravi impreviste, che in passato rappresentavano una delle principali criticità in relazione alla guida.
Un elemento evidenziato anche dal diabetologo Claudio Tubili, che ha ricordato come i sistemi automatici per l’erogazione dell’insulina e i sensori per il monitoraggio continuo della glicemia consentano oggi una gestione più sicura della malattia nella vita quotidiana. «Le attuali opzioni terapeutiche confermano sempre di più che la persona con diabete può essere definita, in linea con l’Oms, un “sano condizionato” piuttosto che un malato», ha osservato.
Secondo Tubili, nel diabete di tipo 2 non trattato con insulina i farmaci oggi disponibili non espongono a rischio di ipoglicemia e presentano un elevato profilo di sicurezza. In ogni caso, ha precisato, la valutazione sull’idoneità alla guida deve avvenire nel contesto di un giudizio clinico complessivo da parte del diabetologo curante.