Nei Paesi ad alto reddito la mortalità per malattie cardiovascolari tra le persone con diabete di tipo 2 è in diminuzione, mentre aumentano i decessi associati alla demenza. È quanto emerge da un’ampia analisi pubblicata su The Lancet Diabetes & Endocrinology.
I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da dieci Paesi economicamente avanzati relativi a circa 2,7 milioni di decessi di pazienti con diabete di tipo 2 tra il 2000 e il 2023. Nel periodo preso in esame è stato osservato un calo dei tassi di mortalità per malattie cardiovascolari, tumori e complicanze direttamente attribuite al diabete, mentre è aumentata la quota di decessi dovuti a demenza e ad altre cause. Secondo gli autori, il miglior controllo del rischio cardiovascolare potrebbe essere legato anche all’introduzione di nuove classi di farmaci per il diabete, tra cui agonisti del recettore GLP-1 e inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2), che oltre a ridurre la glicemia ha effetti protettivi sul sistema cardiovascolare. Tuttavia, osservano i ricercatori, le terapie più recenti non sono state sviluppate con l’obiettivo di proteggere la funzione cerebrale.
In un editoriale che accompagna lo studio, gli autori sottolineano che, se il progresso nella prevenzione cardiovascolare ha caratterizzato l’ultima fase della cura del diabete, la preservazione della salute cognitiva potrebbe rappresentare la prossima sfida nella gestione della malattia.
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2213858726000148
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2213858725003985
Cristoforo Zervos