Sviluppato e validato un nuovo immunodosaggio ultrasensibile per la misurazione dell’alfa-internexina (AINX) nel liquido cerebrospinale (CSF), con performance diagnostica sovrapponibile alla neurofilament light (NfL) nelle malattie neurodegenerative. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Neurology.
L’AINX è una proteina del citoscheletro neuronale appartenente ai filamenti intermedi di tipo IV, espressa in modo specifico nel sistema nervoso centrale. A differenza della NfL, che è presente anche nel sistema nervoso periferico, l’AINX potrebbe rappresentare un indicatore più selettivo di neurodegenerazione cerebrale.
I ricercatori hanno generato due anticorpi monoclonali (B15 e Ina1) e sviluppato un immunodosaggio su piattaforma Simoa. Il range analitico del test è risultato compreso tra 0,137 e 140 pg/mL, con limite inferiore di quantificazione pari a 0,113 pg/mL.
I parametri di validazione hanno mostrato:
• elevata riproducibilità (CV intra-test <3,4% per concentrazioni elevate),
• buona precisione inter-test,
• stabilità del biomarcatore fino a una settimana a temperatura ambiente o 4 °C,
• assenza di interferenza significativa da contaminazione ematica del campione.
Nella coorte di Göteborg (20 controlli e 20 pazienti con Alzheimer), l’AINX ha distinto i pazienti dai controlli (p=0,012), con un’accuratezza diagnostica (AUC 0,77) inferiore ma comparabile a quella della NfL (AUC 0,85).
Le concentrazioni assolute di AINX sono risultate significativamente più basse rispetto alla NfL (valori nell’ordine delle singole unità pg/mL), ma con andamento parallelo nei gruppi clinici.
Nella coorte londinese (UCL ION), che includeva Alzheimer, Huntington, sclerosi multipla, demenza a corpi di Lewy e altre forme, AINX e NfL hanno mostrato distribuzioni sovrapponibili tra le diverse patologie, con forte correlazione complessiva (r=0,8895; p<0,0001).
In particolare, i livelli più elevati sono stati osservati nella malattia di Huntington, mentre nella demenza a corpi di Lewy è emerso un pattern a due cluster per AINX non sovrapponibile a quello della NfL.
Secondo gli autori, la specificità centrale dell’AINX potrebbe consentire una migliore distinzione tra neurodegenerazione del sistema nervoso centrale e patologie periferiche, ambito in cui la NfL può risultare meno selettiva.
Lo studio evidenzia che l’AINX è misurabile in modo affidabile nel CSF ed è aumentata in diverse malattie neurodegenerative, ma sottolinea la necessità di studi su coorti più ampie e ben caratterizzate per definirne il ruolo clinico, inclusa la possibile estensione del dosaggio al sangue.
Il lavoro rappresenta il primo sviluppo strutturato di un test immunologico per AINX in biofluidi. I prossimi passaggi indicati dagli autori riguardano:
• studi di diagnosi differenziale,
• monitoraggio di malattia,
• confronto con altri biomarcatori di neurodegenerazione,
• validazione su campioni ematici.
Per la pratica neurologica, l’interesse principale riguarda la possibilità di disporre di un marcatore potenzialmente più specifico per danno cerebrale, in un contesto in cui la NfL è già consolidata come indicatore trasversale di neurodegenerazione.
FONTE
Alpha-internexin as a brain-specific neurodegeneration marker: development and validation of a novel CSF assay. Journal of Neurology. 2025 Oct;272(10):676. DOI: 10.1007/s00415-025-13428-y. PMID: 41051527; PMCID: PMC12500819.