Ipotiroidismo, ipertiroidismo, tumori e malattie autoimmuni della tiroide: sono condizioni complesse che richiedono ben più dell'intervento di un singolo specialista. Eppure, nella pratica clinica quotidiana, troppo spesso endocrinologi e chirurghi continuano a operare su binari paralleli, con scarsa comunicazione e percorsi decisionali frammentati. È proprio per colmare questo gap che nasce un nuovo Research Topic internazionale, con l'ambizione di ridisegnare il modo in cui queste patologie vengono affrontate.
I progressi scientifici degli ultimi anni sono stati enormi: dalla diagnostica molecolare alle tecniche di imaging di ultima generazione, dalla chirurgia mininvasiva alle terapie mirate. Eppure, tradurre queste innovazioni in pratica clinica resta una sfida. Colmare il divario tra teoria e pratica dipende da flussi di lavoro collaborativi robusti che sfruttino l'intero spettro dell'expertise multidisciplinare nella cura tiroidea.
L'iniziativa punta a costruire un vero ponte tra medicina e chirurgia, mettendo al centro strategie personalizzate che integrino tutti i dati disponibili: genetici, molecolari, clinici, radiologici. Non si tratta solo di condividere cartelle cliniche, ma di ripensare completamente il processo decisionale, rendendolo davvero collaborativo.
Viene posta particolare enfasi sul processo decisionale collaborativo, sia nel contesto del cancro tiroideo, della malattia tiroidea autoimmune o dei disturbi tiroidei funzionali e metabolici, dove le prospettive mediche e chirurgiche devono essere integrate per risultati ottimali. Esplorando esempi reali di assistenza multidisciplinare, esaminando le più recenti evidenze per l'integrazione della diagnostica con l'intervento individualizzato e identificando le migliori pratiche per la gestione condivisa del paziente, questo Research Topic pone un obiettivo ambizioso: creare un modello di riferimento per la cura tiroidea moderna, basato su casi reali, evidenze scientifiche aggiornate e protocolli condivisi.
Gli autori dovranno dare un’attenzione equilibrata sia agli aspetti chirurgici che endocrinologici della patologia tiroidea, enfatizzando contributi che dimostrino collaborazione multidisciplinare dalla diagnosi attraverso la terapia individualizzata e il follow-up. I contributi dovrebbero tracciare collegamenti chiari tra come l'expertise medica e chirurgica si intersecano e come il lavoro di squadra multidisciplinare possa trasformare i risultati per condizioni tiroidee complesse.
La call è rivolta a ricercatori, clinici e tutti gli specialisti coinvolti nella cura della tiroide.
Per raccogliere ulteriori approfondimenti in quest'area, sono benvenuti articoli, case report, revisioni sistematiche e narrative, dati di trial clinici e linee guida di pratica clinica che affrontino, ma non siano limitati a temi come le innovazioni diagnostiche, con particolare focus sull'integrazione di diagnostica molecolare, modalità di imaging e biomarcatori nei percorsi endocrino-chirurgici congiunti. Sono poi benvenuti lavori che parlino di strategie di trattamento personalizzate, integrazione tra terapie chirurgiche e mediche con i profili genetici, ambientali e clinici dei pazienti. La chirurgia di precisione e la pianificazione interdisciplinare nella gestione dei carcinomi tiroidei differenziati e anaplastici rappresentano un'area di particolare interesse.
Spazio poi per i modelli di assistenza multidisciplinare che richiedono una collaborazione e comunicazione efficace tra endocrinologi, chirurghi e specialisti alleati e alla gestione delle malattie tiroidee in pazienti con comorbidità complesse.
L'idea di fondo è semplice ma rivoluzionaria: basta con la medicina "a compartimenti stagni". Il futuro della cura tiroidea passa per team integrati, percorsi condivisi e decisioni prese insieme. Solo così le innovazioni tecnologiche e scientifiche potranno tradursi in benefici reali per chi convive con queste patologie.
Matteo Vian