Attualità
Salute mentale
21/01/2026

Salute mentale e cervello, cresce la domanda di prevenzione e accesso ai servizi

Secondo il Rapporto Censis–Lundbeck Italia, il 90,3% degli italiani ritiene necessario intervenire precocemente sui disturbi di salute mentale e del cervello

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Il 90,3% degli italiani ritiene possibile e necessario intervenire precocemente per evitare l’aggravarsi dei disturbi di salute mentale e del cervello. È uno dei dati principali che emergono dal Rapporto “Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani”, realizzato dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia e presentato il 21 gennaio a Roma.

Tra gli interventi di prevenzione ritenuti più efficaci vengono indicati la promozione del benessere psicologico nella scuola (48,6%), la presenza di un sostegno nei luoghi della quotidianità, inclusi quelli di lavoro (46,8%), il rilevamento precoce tramite screening (44,0%) e il potenziamento dei servizi dedicati (43,2%).
Il rapporto segnala una valutazione critica del Servizio sanitario nazionale. Il 56,9% degli intervistati giudica poco o per nulla efficace la capacità di risposta ai disturbi neurologici, il 58,2% a quelli del neurosviluppo e il 65,6% a quelli psichiatrici. Circa il 40% ritiene inoltre insufficiente la prevenzione per tutte le malattie del cervello.

Sul piano dell’accesso alle cure, tra coloro che hanno avuto un’esperienza personale di problemi di salute mentale, il 42,4% dichiara di aver incontrato difficoltà nell’accesso ai servizi pubblici e il 59,0% di essersi rivolto a servizi privati a pagamento. Parallelamente, l’82,0% degli italiani afferma che si rivolgerebbe o si è già rivolto a un professionista in caso di bisogno.

Il rapporto evidenzia anche una diffusa distinzione tra salute mentale e salute del cervello: il 62,8% degli italiani separa le patologie neurologiche e del neurosviluppo da quelle psichiatriche, indicando come malattie del cervello soprattutto tumori cerebrali (42,8%) e demenze (40,7%), e come problemi di salute mentale prevalentemente la depressione (52,0%).

Secondo i dati Istat richiamati nel rapporto, nel 2023 il 49,3% della popolazione presenta qualche forma di disagio psicologico, con un aumento delle forme gravi tra adolescenti e giovani adulti.
Il 74,1% degli intervistati dichiara di aver avuto esperienze dirette o indirette con problemi di salute mentale. Il 29,4% afferma di pensare ogni giorno o spesso alla propria salute mentale, percentuale che sale al 41,9% tra i giovani.

Nel Rapporto viene inoltre riportato che «il 31,3% degli italiani identifica la salute con l’equilibrio psicofisico e il benessere mentale, quota che sale al 44,0% tra i giovani; il 46,7% ritiene che il benessere fisico dipenda da quello psicologico e il 45,8% considera entrambe le dimensioni ugualmente rilevanti». Sempre secondo l’indagine, gli intervistati si dichiarano in maggioranza molto o abbastanza informati, con una maggiore incertezza sulla salute del cervello (52,2%) rispetto alla salute mentale (62,7%), e le fonti informative risultano distribuite tra canali professionali e non professionali. Le patologie più temute risultano Alzheimer e demenze (49,5%), tumori del cervello (32,7%) e depressione (24,1%).

Il Rapporto è stato presentato da Ketty Vaccaro, responsabile Ricerca biomedica e Salute del Censis, nel corso di un incontro che ha coinvolto rappresentanti istituzionali e delle società scientifiche.

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