Un recente studio, presentato al congresso annuale dell’EASD ma non ancora pubblicato, conferma nuovamente il fumo come un importante fattore di rischio per il diabete di tipo 2 e afferma che tale rischio riguarda tutti e quattro i sottotipi della malattia. Lo studio rileva inoltre che anche i prodotti del tabacco senza combustione, come sigarette elettroniche e bustine di nicotina, possono aumentarne il rischio.
I ricercatori stimano che circa l’11% della popolazione mondiale viva con il diabete, di cui il 90% con diabete di tipo 2. Esistono differenti sottotipi di diabete di tipo 2, che possono essere legati all’età, alla resistenza all’insulina e all’obesità.
Studi precedenti avevano evidenziato diversi fattori di rischio legati allo stile di vita e all’ambiente per il diabete di tipo 2, tra cui il consumo di alimenti ultra-processati, la vita sedentaria, l’obesità, la mancanza di sonno, l’eccessivo consumo di alcol e il fumo.
L’analisi ha incluso oltre 3.300 pazienti con diabete e quasi 3.900 controlli, provenienti da coorti in Norvegia e Svezia, classificando i soggetti in quattro sottotipi: diabete lieve legato all’età (MARD), diabete lieve legato all’obesità (MOD), diabete grave con deficit insulinico (SIDD) e diabete grave con resistenza insulinica (SIRD).
I ricercatori hanno scoperto che chiunque avesse fumato, in passato o al momento dello studio, presentava un rischio più elevato di sviluppare diabete di tipo 2 rispetto a chi non aveva mai fumato.
Analizzando i sottotipi, gli ex fumatori e i fumatori attuali mostravano un rischio raddoppiato di sviluppare SIRD, un aumento del 20% per SIDD, del 27% per MARD e del 29% per MOD.
Nei fumatori pesanti — circa 20 sigarette al giorno per 15 anni — il rischio era ancora maggiore: 2,35 volte superiore per SIRD, +45% per MARD, +52% per SIDD e +57% per MOD.
Lo studio ha inoltre evidenziato un impatto negativo legato al consumo di tabacco senza combustione, in particolare lo snus, una forma di tabacco in bustina che si colloca fra labbro e gengiva, che si associa a un incremento del rischio del 19% del rischio di SIDD e del 13% di SIRD.
“Lo snus non viene bruciato e contiene generalmente meno sostanze dannose, ma fornisce quantità di nicotina comparabili alle sigarette”, ha spiegato l’autrice Emmy Keysendal.
Gli autori sottolineano quindi il ruolo centrale della nicotina nel favorire la resistenza insulinica, suggerendo che anche prodotti ritenuti meno nocivi come e-cigarette e bustine di nicotina possano contribuire allo sviluppo del diabete di tipo 2.
Secondo gli esperti, questi risultati rafforzano la necessità di considerare la cessazione dell’esposizione alla nicotina in ogni forma come parte integrante delle strategie di prevenzione. Lo studio, inoltre, contribuisce a smontare il falso mito secondo cui il fumo, riducendo l’appetito e il peso, potrebbe abbassare il rischio di diabete. Inoltre, l’osservazione che il fumo si associa a tutte le varianti di diabete di tipo 2 offre nuovi spunti per comprendere i meccanismi patogenetici della malattia e per sviluppare approcci preventivi più mirati in base alle caratteristiche dei diversi sottotipi.
La conclusione è chiara: per proteggere la propria salute e ridurre il rischio di diabete di tipo 2, l’unica scelta sicura è dire addio al tabacco e alla nicotina, in tutte le loro forme sottolineano gli autori. I passi successivi dovrebbero riguardare l’analisi di altri fattori di rischio modificabili — come dieta, peso e attività fisica — in combinazione con la componente genetica, per identificare le persone più vulnerabili e guidarle verso cambiamenti comportamentali preventivi.