Un’analisi secondaria del trial spagnolo PREDIMED-Plus, pubblicata su Annals of Internal Medicine, indica che la combinazione di dieta mediterranea a ridotto apporto calorico ed esercizio fisico regolare riduce il rischio di diabete di tipo 2 negli adulti più anziani con sindrome metabolica e sovrappeso/obesità.
Lo studio ha coinvolto 4.746 persone arruolate in 23 centri tra il 2013 e il 2016: uomini tra 55 e 75 anni e donne tra 60 e 75 anni, tutti senza diabete o malattie cardiovascolari ma con almeno tre componenti della sindrome metabolica.
Dopo sei anni di follow-up, l’incidenza di diabete è stata del 9,5% nel gruppo sottoposto a dieta mediterranea ipocalorica ed esercizio contro il 12% del gruppo di controllo, che aveva ricevuto solo consigli generali su dieta mediterranea (hazard ratio aggiustato 0,69; IC 95% 0,59-0,82). In termini assoluti, la riduzione corrisponde a 2,6 casi in meno di diabete ogni 1.000 persone-anno.
L’intervento prevedeva una dieta con deficit calorico di circa 600 kcal, ripartita in 35-40% grassi, 40-45% carboidrati e 20% proteine, associata a 45 minuti di attività aerobica sei giorni a settimana, esercizi di forza due giorni e flessibilità-equilibrio tre giorni. I partecipanti del gruppo intervento hanno perso in media 3,3 kg (–3,7% del peso corporeo) e 3,6 cm di circonferenza vita, contro –0,6 kg e –0,3 cm nel gruppo controllo.
L’analisi per sottogruppi ha mostrato un beneficio maggiore negli uomini rispetto alle donne (P=0,035 per interazione), mentre non sono emerse differenze significative per età, livello di istruzione, BMI o glicemia basale.
Entrambi i gruppi hanno aumentato in modo simile l’uso di farmaci antipertensivi e ipolipemizzanti; l’impiego di farmaci antidiabetici è cresciuto di più nei controlli (11,7% vs 9,5% a sei anni; P=0,018).
Gli autori segnalano che l’effetto osservato deriva dalla combinazione di più interventi (alimentazione, esercizio aerobico e di resistenza), rendendo complesso isolare il contributo specifico di ciascuno.