Quasi la metà delle persone con diabete non è consapevole della propria condizione e questa sottodiagnosi è particolarmente elevata tra i giovani adulti sopra i 15 anni, nonostante il loro rischio di complicanze a lungo termine. Lo rivela uno studio condotto dall’Institute for Health Metrics and Evaluation, IHME, della University of Washington, pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology.
Il diabete è una delle principali cause di disabilità e morte su scala globale: si stima colpisca 529 milioni di persone, il 6,1% della popolazione mondiale. Una diagnosi tempestiva e, successivamente, un controllo ottimale della malattia sono fondamentali per evitare o contenere le complicanze connesse alla patologia.
Lo studio ha analizzato i dati provenienti da 204 Paesi del mondo riferiti al 2023. I risultati indicano come il 44% delle persone con più di 15 anni affette da diabete non è consapevole della propria condizione. o scenario è ancora più grave in alcune aree del mondo: nei Paesi dell'Africa Subsahariana meno di 1 diabetico su 5 sa di essere malato.
La situazione, secondo la ricerca, non è rosea neanche per chi è a conoscenza della malattia. Tra coloro a cui è stata diagnosticata la malattia, il 91% riceveva trattamento farmacologico, ma solo il 42% di questi aveva una gestione ottimale dei livelli di glicemia, traducendosi in una gestione ottimale della malattia per appena il 21% di tutti i diabetici a livello globale.
I ricercatori sottolineano l’urgenza di potenziare programmi di screening, soprattutto tra i più giovani, e migliorare l’accesso a farmaci e strumenti di monitoraggio glicemico, specialmente nei paesi a basso e medio reddito.
"Entro il 2050, si prevede che 1,3 miliardi di persone vivano con il diabete; se quasi la metà non sa di avere una condizione di salute grave e potenzialmente mortale, potrebbe facilmente diventare un'epidemia silenziosa", ha detto Lauryn Stafford, primo autore dello studio. Menopausa, ancora sottovalutata: solo il 5% delle donne è in terapia ormonale sostitutiva
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