Dopo il via libera dal Consiglio dei ministri al disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale, che introduce la punibilità dei medici solo in caso di colpa grave, arriva il plauso delle principali società scientifiche e del mondo della chirurgia.
La Federazione italiana di ostetricia e ginecologia – che riunisce Sigo, Aogoi, Agiu e Agite – esprime «grande soddisfazione per un passo avanti atteso e importante». “Desideriamo ringraziare il ministro della Salute Orazio Schillaci per l’impegno mantenuto – dichiarano le società –. Questo intervento legislativo contribuirà a ridimensionare il contenzioso sanitario, con particolare impatto nelle discipline di emergenza come la nostra, dove quotidianamente ginecologi e ostetrici si trovano a operare in situazioni cliniche complesse e ad alto rischio. La riduzione della pressione giudiziaria consentirà ai professionisti di lavorare con maggiore serenità e concentrazione, garantendo decisioni rapide e sicure in sala parto e in pronto soccorso ostetrico-ginecologico”.
Il presidente di Sigo, Vito Trojano, e il presidente di Aogoi, Antonio Chiantera, sottolineano che “questa norma rappresenta un passo fondamentale non solo per la tutela dei medici, ma anche per la qualità dell’assistenza alle donne e ai neonati”.
Sostegno al provvedimento arriva anche dal Collegio italiano dei chirurghi (Cic), che rappresenta oltre 45mila professionisti. “Il provvedimento assume particolare rilievo per il mondo della chirurgia», si legge in una nota. «Ogni anno in Italia milioni di interventi vengono eseguiti in condizioni spesso complesse, che richiedono decisioni rapide e delicate. La consapevolezza che la responsabilità penale sia circoscritta ai soli casi di colpa grave, quando vengono rispettate linee guida e buone pratiche, restituisce maggiore serenità ai chirurghi e rafforza la fiducia dei pazienti”.
Il Cic ricorda di avere avviato dal 2009 “una battaglia sullo scudo penale», oggi riconosciuta dall’intervento del Governo. Il nuovo quadro normativo, prosegue, «tiene conto delle condizioni reali in cui si opera in sala operatoria: scarsità di personale, pressione organizzativa e necessità di affrontare patologie complesse e multisistemiche. Distinguere tra colpa grave e complicanze inevitabili è un passo fondamentale per valorizzare la professionalità dei chirurghi e tutelare i cittadini”.
Il presidente del Cic, Maurizio Brausi, sottolinea che “garantire ai chirurghi la possibilità di operare con maggiore serenità, senza il timore costante di contenziosi penali quando non vi sia colpa grave, significa difendere la professione e rafforzare la qualità e la sicurezza delle cure chirurgiche». Il Collegio si dice disponibile «a una collaborazione costruttiva con Governo e Parlamento per affinare i decreti attuativi, garantendo misure praticabili e rispondenti ai bisogni di professionisti e pazienti”.