I farmaci agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 RA), già noti per migliorare il controllo glicemico e ridurre il rischio cardiovascolare nei pazienti con diabete di tipo 2, potrebbero offrire anche una protezione contro le ulcere peptiche.
Uno studio retrospettivo su oltre 66mila adulti con T2DM, pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology, ha mostrato che l’uso dei GLP-1 RA è associato a un rischio ridotto del 44% di diagnosi di ulcera peptica rispetto ai non utilizzatori (OR aggiustato 0,56; IC 95% 0,45-0,71; p<0,001).
In un’analisi secondaria su 3.313 pazienti che avevano sospeso la metformina e iniziato una seconda linea, il passaggio a un GLP-1 RA è risultato associato a un rischio inferiore del 56% rispetto all’insulina (HR aggiustato 0,44; IC 95% 0,30-0,63). Dopo 2 anni, il rischio cumulativo di ulcera peptica era 1,8% nel gruppo GLP-1 contro 4,5% nel gruppo insulina.
«Oltre ai benefici metabolici già noti, i nostri dati indicano che i GLP-1 RA possono proteggere da una complicanza frequente e potenzialmente grave come l’ulcera peptica» ha commentato la prima autrice Trisha Pasricha, del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston.
Gli autori sottolineano che i pazienti diabetici hanno un rischio aumentato di PUD, legato a fattori metabolici, infiammatori e farmacologici, e presentano anche una maggiore mortalità correlata. Nello studio, l’uso concomitante di FANS (HR 2,39), corticosteroidi (HR 1,84) e anticoagulanti è risultato associato a un rischio significativamente più alto di ulcera.
I possibili meccanismi protettivi dei GLP-1 RA includerebbero effetti anti-infiammatori e una maggiore difesa della mucosa gastrica. Tuttavia, trattandosi di un’analisi osservazionale, non è possibile stabilire un rapporto causale e gli autori richiamano la necessità di ulteriori conferme prospettiche.
Conclusione: questi risultati ampliano la comprensione del profilo clinico dei GLP-1 agonisti, rafforzando l’ipotesi che possano rappresentare una strategia terapeutica multifunzionale nei pazienti diabetici, con potenziali benefici che vanno oltre il metabolismo e la protezione cardiovascolare.