La prevalenza dell'allergia alimentare (FA, food allergy) è aumentata, come possibile conseguenza della disbiosi intestinale, di fattori ambientali o genetici. Attualmente, non esistono indicazioni formali per l'integrazione di probiotici o prebiotici nella FA. Di questo argomento si occupata una revisione pubblicata sull’ultimo numero appena pubblicato di maggio degli “European Annals of Allergy and Clinical Immunology” (EAACI), organo ufficiale dell’Aaiito (Associazione italiana allergologi, immunologi territoriali e ospedalieri) e della Spaic (Sociedade portoguese de alergologia e imunologia clinica), pubblicata da Edra.
La revisione, i cui autori sono Joana Filipe Ribeiro, del Dipartimento di Pediatria dell’Ospedale Sousa Martins di Guarda (Portogallo, e Cláudia Pedrosa, dell’Unità di Allergia e pneumologia pediatrica del Centro ospedaliero Espinho di Vila Nova de Gaia (Portogallo), ha esattamente lo scopo di analizzare il ruolo dei probiotici e dei prebiotici nella prevenzione e nel trattamento della FA. A tale scopo, i ricercatori hanno effettuato una ricerca tramite PubMed/Medline su articoli pubblicati tra il 2011 e il 2021 con la seguente query: ("Food Hypersensitivity"[Mesh]) AND (("Probiotics"[Mesh]) OR ("Prebiotics"[Mesh])). Successivamente, i titoli e gli abstract degli articoli sono stati analizzati e selezionati secondo criteri stabiliti. Dopo la lettura completa di questi articoli, ne sono stati inclusi 54 ed è stata eseguita una revisione narrativa.
Questi i risultati. La revisione è stata strutturata nelle seguenti sezioni: 1) Allergia alle proteine del latte vaccino (CMA, Cow milk proteins allergy), 2) Allergia alimentare alle arachidi e 3) Prevenzione dell'allergia alimentare. Nella CMA, gli studi indicano che la formula di caseina ampiamente idrolizzata integrata con Lactobacillus Rhamnosus GG aiuta ad acquisire tolleranza alle proteine del latte vaccino, risolvendo i sintomi gastrointestinali e prevenendo altre manifestazioni allergiche. Nell'immunoterapia orale (OI) con arachidi, l'integrazione con Lactobacillus Rhamnosus CGMCC 1.3724 sembra promuovere una desensibilizzazione prolungata. Tuttavia, le prove a sostegno dei probiotici per prevenire le allergie alimentari mancano di solidità. Le evidenze attuali supportano l'uso di oligosaccaridi dal latte materno nei primi mesi di vita per prevenire la dermatite atopica, la FA e l'asma. «Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi per indagare la potenziale influenza dell'integrazione di microbiota, probiotici e prebiotici sulla prevenzione e il trattamento della FA» osservano Ribeiro e Pedrosa. «Tuttavia, i risultati di questi studi sono stati contraddittori e incoerenti. Questa mancanza di coerenza deriva dall'ampia gamma di probiotici e prebiotici utilizzati in diversi studi, nonché dai diversi gruppi di età che sono stati studiati. Ad oggi» ribadiscono «le società scientifiche non hanno emesso raccomandazioni formali per l'uso di probiotici o prebiotici nel trattamento o nella prevenzione della FA. Nonostante ciò» rilevano «alcuni studi hanno prodotto risultati promettenti suggerendo che i probiotici possono servire come adiuvanti terapeutici nella gestione delle allergie indotte da CMA e arachidi. Le differenze nella composizione e nella diversità del microbiota intestinale nei bambini con FA possono anche supportare il ruolo della disbiosi intestinale come potenziatore delle allergie e la necessità di bilanciare e promuovere l'omeostasi intestinale, attraverso l'integrazione con probiotici e prebiotici. In futuro saranno necessari studi nell'ambito di rigorosi protocolli metodologici, al fine di chiarire i tipi specifici di probiotici e prebiotici, il loro dosaggio ottimale, i regimi terapeutici e le vie di somministrazione» concludono gli autori della revisione.