apr172012
Gli esperti: ipotiroidismo, malattia misconosciuta
«Se c'è un organo che manca, ma che può essere sostituito bene questo è la tiroide» forse per questo secondo Aldo Pinchera, professore emerito di endocrinologia all'Università di Pisa, la percezione delle malattie della tiroide da parte della popolazione generale è piuttosto bassa, per quanto siano circa 2 milioni e mezzo gli italiani che ne soffrono. È questo il principale risultato di un'indagine Doxa, presentata la scorsa settimana a Milano, secondo la quale le malattie della tiroide sono note soltanto a un italiano su cinque, e se la maggior parte conosce o fa riferimento ai sintomi dell’ipertiroidismo, davvero pochi, il 7%, conoscono o considerano tra queste l'ipotiroidismo. «L’ipotiroidismo» secondo Alfredo Pontecorvi, professore ordinario di endocrinologia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma «è una malattia prevalentemente al femminile, colpisce il 7-8% delle donne in pre-menopausa e arriva al 10-15% nel periodo post-menopausale, andando ad aggravare e a confondersi con alcuni disturbi tipici di questo periodo quali, irritabilità, aumento del peso, perdita della memoria, difficoltà di concentrazione, insonnia, dolori muscolari». E sarà, infatti, tutta al femminile la Settimana mondiale della tiroide, che si svolgerà dal 18 al 25 maggio con il titolo “La tiroide è donna – La tiroide e la gravidanza” con iniziative dedicate alle donne per informarle sull’importanza di eseguire le prove di funzionalità tiroidea con una semplice analisi del sangue nei soggetti a rischio, quando c'è familiarità, e in età neonatale o in gravidanza. «Trattare bene l’ipotiroidismo e in genere tutte le malattie della tiroide è cruciale in gravidanza» è la conclusione di Pinchera «Va anche sottolineata l’estrema importanza della prevenzione e, in particolare, la corretta nutrizione in termini di iodio, soprattutto, e non solo, nella donna gravida».