Ginecologia

lug22015

Diabete gestazionale: criteri Nice non identificano tutte le gestanti ad alto rischio

I criteri diagnostici suggeriti dall'International association of the diabetes and pregnancy study groups (Iadpsg) sono in grado di identificare le donne con diabete mellito gestazionale a elevato rischio di complicazioni che non sarebbe stato possibile scoprire con la soglia diagnostica indicata all'inizio di quest'anno dal Nice, il National institute for health care excellence. «Tra le maglie della rete delle linee guida Nice 2015 filtra una quota di donne con elevate probabilità di partorire neonati grandi per l'età gestazionale» afferma Claire Meek, prima firmataria di un articolo pubblicato su Diabetologia e ricercatrice all'Istituto di scienze metaboliche dell'Università di Cambridge, nel Regno Unito. «Lo studio dimostra che le gestanti con diabete mellito gestazionale perse al documento Nice sono in realtà a rischio più elevato di quanto ritenuto in precedenza» scrivono gli autori, sottolineando che queste donne hanno probabilità triplicate di dare alla luce feti macrosomici. In altre parole, il 37,7% delle gravide con diabete mellito gestazionale negative al Nice hanno partorito neonati grandi per l'età gestazionale con una peso medio alla nascita di 350 grammi più alto rispetto alle donne con normale glicemia. «Scoprire queste pazienti è importante, in quanto necessitano in modo particolare di rigorosi programmi basati sulla dieta e sull'esercizio fisico per mantenere un buon controllo metabolico. Cosa che in meno di metà dei casi renderà necessario il ricorso al trattamento ipoglicemizzante» riprende la ricercatrice, precisando che la donna con diabete gestazionale ha maggiori probabilità di preeclampsia, cesareo o parto prematuro, e che il feto rischia invece complicazioni come la distocia di spalla, la morte perinatale e l'ipoglicemia neonatale. Ma non basta: a lungo termine i nati da madri con diabete mellito gestazionale hanno maggiori probabilità di obesità e diabete di tipo 2 in età più avanzata, un fenomeno attribuito agli effetti dell'esposizione intrauterina all'iperglicemia. «In marzo 2015 Nice ha cambiato la soglia per la diagnosi di diabete gestazionale, fissando una glicemia di 101 mg/dl misurata due ore dopo test di tolleranza al glucosio orale (Ogtt). Viceversa, la soglia suggerita dall'Iadpsg, dall'Organizzazione mondiale della sanità e dall'Ada, l'American diabetes association, era più bassa, pari a 92 mg/dl» spiegano gli autori, che hanno valutato la prognosi ostetrica e neonatale in 25.543 partorienti un singolo feto nato vivo risultate positive ai criteri Iadpsg ma negative a quelli Nice. E i risultati indicano che la prevalenza di diabete mellito gestazionale era del 4,13% con la soglia Nice 2015, e del 4,62% con quella Iadpsg. Ma il dato interessante è che le 387 gestanti Nice negative ma Iadpsg positive avevano un rischio maggiore non solo di partorire un feto grande per l'età gestazionale, ma anche di andare incontro a parto cesareo e polidramnios. «Questi dati dimostrano che i criteri Iadpsg sono in grado di identificare le gestanti con diabete mellito gestazionale ad alto rischio che possono beneficiare del trattamento con dieta ed esercizio fisico, escludendo nel contempo quelle con basse probabilità di gravidanze complicate» conclude Meek.

Diabetologia 2015. doi: 10.1007/s00125-015-3647-z


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