Riccardo C. Bonadonna è il nuovo presidente della Società italiana di diabetologia (Sid) per il prossimo biennio. Professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del metabolismo alle Università di Verona e Parma, Bonadonna indica tra le priorità del mandato l'equità nell'accesso alle cure, il sostegno alla ricerca indipendente e gli investimenti nella diabetologia.
Bonadonna dirige l'Unità operativa complessa di Endocrinologia e diabetologia e Malattie del metabolismo dell'Aoui di Verona. Specialista anche in Geriatria e gerontologia e in Medicina nucleare, ha maturato esperienze di ricerca alla Yale University e all'University of Texas Health Science Center di San Antonio. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche, con un'attività di ricerca concentrata soprattutto sul diabete di tipo 2, sulle nuove terapie e sulla fisiopatologia della malattia.
Il nuovo mandato si apre in una fase caratterizzata dallo sviluppo di farmaci, tecnologie e prospettive terapeutiche legate alla medicina di precisione e alle terapie cellulari. «La diabetologia sta attraversando un vero e proprio big bang della ricerca», afferma Bonadonna, che richiama l'attenzione sulla diffusione del diabete e delle sue complicanze e sulle conseguenze per la sostenibilità del sistema sanitario.
Tra gli obiettivi della presidenza figura il rafforzamento del dialogo con le istituzioni per promuovere politiche sanitarie orientate alla riduzione delle disuguaglianze territoriali e sociali. La Sid intende inoltre sostenere gli investimenti nella disciplina e favorire l'accesso alle innovazioni terapeutiche.
«Investire nella diabetologia non significa aumentare la spesa, ma creare valore», sottolinea Bonadonna. Secondo il presidente Sid, diagnosi tempestive, accesso alle terapie e presa in carico appropriata possono contribuire a prevenire le complicanze, ridurre i ricoveri e migliorare la qualità della vita delle persone con diabete.
Un altro ambito di intervento riguarda la prevenzione del diabete di tipo 2 e dell'obesità. Bonadonna richiama la necessità di affiancare alle scelte individuali politiche pubbliche che intervengano sulle condizioni socioeconomiche, sull'organizzazione del lavoro, sull'urbanistica e sulla disponibilità di spazi per l'attività fisica.
Particolare attenzione viene riservata anche alle nuove terapie per il diabete di tipo 1, attese nei prossimi anni e potenzialmente caratterizzate da costi elevati. «Il prezzo dell'innovazione non deve diventare una barriera al diritto alla cura. Dobbiamo prepararci fin da ora affinché queste opportunità siano accessibili secondo criteri trasparenti ed equi», conclude Bonadonna.