La Società Italiana di Neurologia (SIN) presenta un Manifesto unitario in dieci punti per rafforzare la Strategia italiana per la salute del cervello e chiede un Piano nazionale dedicato alle malattie neurologiche. Il documento è stato presentato nell'ambito degli Stati Generali delle Associazioni delle Persone con Malattie Neurologiche, ospitati per la prima volta in un congresso scientifico nazionale. L'iniziativa si è svolta durante il 56° Congresso SIN, in programma dal 24 al 27 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze, con oltre 2.700 partecipanti e 1.280 contributi scientifici.
Il Manifesto chiede di riconoscere le malattie neurologiche, comprese quelle rare, come una priorità strutturale di sanità pubblica. Tra le proposte figurano percorsi assistenziali omogenei, continuità tra ospedale e territorio, maggiore equità nell'accesso alle innovazioni, sostegno alla ricerca e coinvolgimento stabile di associazioni e caregiver nella programmazione dei servizi.
«Il Manifesto ci rende orgogliosi, ma è soprattutto il punto di partenza per un confronto autorevole con le istituzioni», afferma Mario Zappia, presidente SIN. Le condizioni neurologiche riguardano circa un italiano su tre. In Italia, oltre 7 milioni di persone soffrono di emicrania, circa 12 milioni di disturbi del sonno e più di 2 milioni di declino cognitivo o demenza.
Sul fronte della prevenzione, la SIN ha annunciato una campagna nazionale con la Croce Rossa Italiana e la Fondazione Aletheia, che prevede iniziative di sensibilizzazione in 100 piazze italiane tra novembre e dicembre 2026, seguite da attività territoriali nel 2027. «La prevenzione deve assumere un ruolo sempre più centrale nelle strategie di sanità pubblica», sottolinea Cristina Tassorelli, segretario SIN.
Tra i temi scientifici del Congresso figurano i biomarcatori per la diagnosi precoce e la personalizzazione dei trattamenti. Nell'Alzheimer, marcatori come la p-tau217, misurabile anche attraverso un prelievo di sangue, stanno aprendo nuove prospettive diagnostiche. Alessandro Padovani, past president SIN, evidenzia il contributo dei biomarcatori alla valutazione dell'evoluzione della malattia e alla selezione dei pazienti candidabili ai trattamenti.
La ricerca si concentra anche sulle terapie basate sull'RNA, sulla terapia genica, sul gene editing e sulle strategie di immunoterapia cellulare, con possibili applicazioni nelle malattie del motoneurone, tra cui la sclerosi laterale amiotrofica. Nicola De Stefano, presidente eletto SIN, richiama la necessità di trasformare questi progressi in opportunità terapeutiche concrete e accessibili.
Un ulteriore ambito riguarda l'idrocefalo normoteso, condizione associata a deterioramento cognitivo potenzialmente reversibile. Zappia segnala uno studio italiano multicentrico, promosso dall'Università di Catania, su oltre 200 pazienti con idrocefalo normoteso associato a parkinsonismo, finalizzato a migliorare l'accuratezza diagnostica.