Lo studio PRECICE dell'Istituto europeo di oncologia (IEO) di Milano ha raggiunto le 100 pazienti trattate con crioablazione percutanea per carcinoma mammario iniziale. La ricerca valuta la possibilità di sostituire l'intervento chirurgico con una procedura mini-invasiva in donne accuratamente selezionate, con l'obiettivo di mantenere un controllo oncologico comparabile a quello della chirurgia conservativa.
Lo studio, indicato dall'IEO come il primo italiano di questo tipo, coinvolge donne di almeno 50 anni con tumori unifocali di dimensioni non superiori a 15 millimetri e caratteristiche biologiche favorevoli. Le 100 pazienti arruolate si aggiungono alle donne già trattate con la stessa metodica presso l'istituto al di fuori del protocollo di ricerca.
La crioablazione è una tecnica consolidata nell'oncologia interventistica che utilizza il freddo per distruggere il tessuto tumorale. La procedura prevede l'introduzione attraverso la cute di una sottile sonda, sotto guida ecografica e in anestesia locale. Intorno alla lesione viene prodotta una sfera di ghiaccio, controllata in tempo reale, che comprende il tumore e un margine di sicurezza.
L'intervento non richiede incisioni chirurgiche né anestesia generale e consente alla paziente di tornare a casa nella stessa giornata.
A sostegno della ricerca, gli specialisti dell'IEO richiamano i risultati del trial multicentrico internazionale ICE3, nel quale il tasso di recidiva tumorale ipsilaterale a cinque anni è stato del 4,3%. Secondo i ricercatori, il risultato è in linea con quello osservato dopo chirurgia conservativa in popolazioni comparabili. I dati internazionali suggeriscono inoltre possibili vantaggi della crioablazione in termini di risultato estetico, complicanze, tempi di recupero e costi.
«La domanda non è più se siamo in grado di distruggere radicalmente un piccolo tumore mammario con il freddo: questo lo sappiamo già. La vera domanda è se, nelle pazienti giuste, possiamo ottenere la stessa sicurezza oncologica della chirurgia evitando l'intervento», afferma Franco Orsi, direttore della Radiologia interventistica IEO e responsabile dello studio. «I dati internazionali ci dicono che questa possibilità è reale e PRECICE nasce proprio per dimostrarlo in modo prospettico».
La selezione delle pazienti rimane un elemento centrale. La crioablazione non è infatti indicata per tutti i carcinomi mammari e non sostituisce la chirurgia nella maggior parte dei casi.
«La finalità dello studio non è eliminare la chirurgia del tumore della mammella, che rimane fondamentale per la maggior parte delle pazienti», precisa Paolo Veronesi, direttore del Programma Senologia IEO. «L'obiettivo è piuttosto fare un passo in più verso la minivasività ed evitare un intervento chirurgico quando non è necessario o anzi è eccessivo».
Veronesi sottolinea inoltre il ruolo della diagnosi precoce: le piccole dimensioni del tumore costituiscono uno dei criteri che possono rendere una donna candidabile a trattamenti conservativi.
Il ricorso alla crioablazione non modifica il percorso oncologico successivo. Le pazienti vengono valutate da un gruppo multidisciplinare e, dopo la procedura, proseguono con le eventuali terapie adiuvanti indicate e con un programma di controlli oncologici e radiologici.
Secondo Orsi, la riduzione dell'impatto fisico e psicologico della prima fase del trattamento rappresenta, insieme alla sicurezza oncologica, uno degli obiettivi dello studio PRECICE.