"Dall'insorgenza dei sintomi alla diagnosi passano anche 3 anni". È uno dei dati richiamati da Brunella Zizolfi, ginecologa e ricercatrice dell'Università Federico II di Napoli, nel webinar dedicato al sanguinamento uterino anomalo (AUB), organizzato da Edra Media e Doctor33 con il contributo di Hologic. Un ritardo che, secondo Zizolfi, si accompagna anche a una ridotta capacità di arrivare a una diagnosi corretta e quindi a un trattamento appropriato. Per la specialista, il primo passaggio è riconoscere quando il sanguinamento si discosta dalla fisiologia e raccogliere in modo sistematico le informazioni su frequenza, durata, regolarità e intensità del flusso, oltre ai sintomi associati. Un'anamnesi accurata è infatti il punto di partenza per orientare il successivo iter diagnostico.
La classificazione PALM-COEIN consente quindi di distinguere le cause strutturali da quelle non strutturali e di impostare gli approfondimenti in funzione del quadro clinico. L'ecografia transvaginale rappresenta uno degli strumenti di primo livello, mentre l'isteroscopia e la biopsia endometriale trovano indicazione nei casi in cui sia necessario approfondire la presenza di patologie endocavitarie o in relazione all'età e ai fattori di rischio. "È importante standardizzare la diagnosi" e costruire un percorso rapido e accurato, sottolinea Zizolfi. La scelta terapeutica va poi personalizzata sulla causa del sanguinamento, sull'età, sul desiderio riproduttivo e sulle caratteristiche della paziente, valutando le diverse opzioni mediche e chirurgiche.
Per approfondire, guarda il webinar completo con la Dottoressa Zizolfi https://www.youtube.com/watch?v=86RKPjiPkQ4