Oltre 1,18 milioni di certificati di malattia riconducibili a patologie muscolo-scheletriche nel 2025, circa il doppio rispetto al 2013, con un incremento del 131% per le artropatie, categoria che comprende anche l'artrite reumatoide. Sono i primi risultati di Fit for Work 2.0, aggiornamento dello studio realizzato nel 2013 dall'Università degli Studi di Pavia e dall'Associazione nazionale malati reumatici (Anmar), con la collaborazione dell'Inps.
I dati sono stati presentati a Roma, a Palazzo Baldassini, durante un incontro promosso da Anmar Odv e dall'Osservatorio Capire in occasione della Giornata mondiale del malato reumatico del 12 ottobre.
L'analisi ha preso in esame 352 milioni di certificati di malattia e ha evidenziato un limite nella disponibilità delle informazioni diagnostiche: soltanto il 20,8% dei certificati riporta una diagnosi codificata, con differenze significative tra le Regioni.
Le patologie muscolo-scheletriche rappresentano circa il 20% dei certificati con diagnosi codificata. La mancanza di informazioni nella maggior parte dei documenti rende più difficile valutare l'impatto delle malattie croniche sulla capacità lavorativa e sui costi previdenziali.
Secondo le stime del precedente rapporto Fit for Work, il 70% dei costi delle malattie reumatiche croniche invalidanti era costituito da costi indiretti, legati alla perdita di produttività, all'invalidità e alle conseguenze sulle famiglie.
«La spesa sanitaria è solo una parte del problema. Occorre considerare anche il costo sociale e previdenziale delle malattie croniche e, soprattutto, il valore economico della capacità di lavorare che una diagnosi precoce e l'innovazione terapeutica possono contribu a preservare», spiega Giorgio Lorenzo Colombo, direttore scientifico del Centro di ricerca Cefat dell'Università degli Studi di Pavia.
I risultati dello studio sono stati discussi anche nell'ambito delle attività dell'Intergruppo parlamentare Lavoro e fragilità. Focus su disabilità, cronicità e malattie rare, promosso nel dicembre 2025 da Silvio Giovine, componente della XI Commissione della Camera dei deputati.
L'obiettivo è utilizzare le informazioni sulle assenze e sulle difficoltà incontrate dai lavoratori con patologie croniche per individuare strumenti di tutela e soluzioni organizzative che favoriscano la permanenza nel mercato del lavoro.
Luca Coletto, consulente Anmar Odv e già sottosegretario di Stato al ministero della Salute, ha richiamato la necessità di considerare congiuntamente spesa sanitaria, invalidità, assenze lavorative e carico assistenziale sulle famiglie, anche nella programmazione regionale.
Durante l'incontro è stato affrontato anche il ruolo dell'educazione sanitaria nella gestione quotidiana delle patologie reumatologiche, con particolare attenzione all'aderenza terapeutica, alle vaccinazioni, alla prevenzione delle infezioni, alle comorbidità e agli stili di vita.
Tra gli strumenti indicati figurano materiali educativi sviluppati a partire dai bisogni dei pazienti e una maggiore collaborazione tra assistenza specialistica e servizi territoriali.
Claudia Pietropoli, componente del Consiglio di presidenza di Federfarma nazionale e presidente di Federfarma Rovigo, ha sottolineato il contributo che la farmacia dei servizi può offrire nell'intercettare dubbi e bisogni dei pazienti, orientandoli verso il medico di medicina generale o lo specialista di riferimento.
Anmar e l'Osservatorio Capire intendono proseguire il confronto con istituzioni e professionisti sanitari per approfondire le conseguenze delle malattie reumatologiche sul lavoro e migliorare la continuità assistenziale.