L'allattamento esclusivo riguarda in media il 49,1% dei neonati alla dimissione ospedaliera e scende al 22,6% a 6 mesi nei Paesi che hanno partecipato alla rilevazione internazionale della rete Baby-friendly. Sono alcuni dei risultati dell'indagine presentata il 14 e 15 ottobre a Roma, nella sede dell'Istituto superiore di sanità (Iss), durante il 13° incontro del Baby-friendly Hospital Initiative Network, promosso nell'ambito delle iniziative di Oms e Unicef per la protezione, la promozione e il sostegno dell'allattamento.
Alla rilevazione hanno risposto 28 Paesi di Europa, Asia, Nord e Sud America e Oceania. L'analisi evidenzia un aumento dell'avvio dell'allattamento, che raggiunge in media l'87,8%, rispetto al 65,7% del 2022. L'allattamento esclusivo dalla nascita alla dimissione, considerando gli ospedali riconosciuti e non riconosciuti, si attesta invece al 49,1%, il valore medio più basso nei 16 anni di rilevazione.
Dei 28 Paesi partecipanti, 24 dispongono di un programma Baby-friendly Hospital Initiative attivo e altri 3 stanno lavorando per avviarlo. Le strutture per la nascita riconosciute sono complessivamente 1.209, pari in media a circa un terzo dei punti nascita nei 22 Paesi che hanno fornito il dato. In queste strutture avviene circa il 41% dei parti.
Negli ospedali Baby-friendly il contatto pelle a pelle immediato, l'avvio precoce dell'allattamento e l'allattamento esclusivo alla dimissione risultano più frequenti rispetto alle medie nazionali, con differenze comprese tra 11 e 18 punti percentuali. Si tratta di risultati descrittivi, che non consentono di stabilire un rapporto causale.
L'approccio si sta estendendo anche ai servizi territoriali: 16 Paesi lo applicano alle comunità, mentre circa due terzi segnalano la necessità di indicazioni operative, risorse e indicatori dedicati.
Secondo la Sorveglianza Bambine e bambini 0-2 anni coordinata dall'Iss, nel 2025 l'allattamento esclusivo in Italia riguarda il 48,2% dei bambini a 2-3 mesi e il 39,3% a 4-5 mesi.
Quest'ultimo dato risulta in aumento rispetto al 30% registrato nel 2022. Rimane stabile al 13% la quota di bambini che non hanno mai ricevuto latte materno. La sorveglianza rileva inoltre valori di allattamento esclusivo più bassi nel Sud rispetto al Centro-Nord.
Nel maggio 2026 risultavano riconosciuti in Italia 36 ospedali e 12 comunità Amici delle bambine e dei bambini, oltre a 4 corsi di laurea Amici dell'allattamento.
Il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, approvato con Intesa Stato-Regioni del 21 maggio 2026, dedica il Programma predefinito 12 alla promozione della salute nei primi mille giorni di vita.
Tra gli indicatori di attuazione è previsto che entro il 2031 ogni Regione attivi almeno un percorso Baby-friendly, ospedaliero o di comunità.
«Ospitare questo incontro all'Iss ha un significato particolare in un momento in cui l'Italia, con il nuovo Piano nazionale della prevenzione, ha inserito i percorsi Baby-friendly tra gli obiettivi che ogni Regione è chiamata a raggiungere», afferma Angela Giusti, co-direttrice del Centro collaboratore Oms per la promozione dell'allattamento e la prevenzione dell'obesità infantile dell'Iss.
Il rafforzamento dei servizi territoriali è anche al centro del Task 6.5 della Joint Action europea PreventNcd, coordinato dall'Iss, che sviluppa strumenti operativi e formativi per diffondere l'iniziativa Baby-friendly Community.
Secondo Paolo Rozera, direttore generale di Unicef Italia, nel 2025 circa 30.000 bambini sono nati in territori con ospedali riconosciuti Amici delle bambine e dei bambini e quasi 20.000 famiglie sono state raggiunte dalle comunità Amiche. Attraverso i percorsi Unicef, circa 10.000 operatori hanno acquisito competenze specifiche.