I pediatri dovrebbero indagare l'uso di nicotina negli adolescenti già a partire dagli 11 anni, chiedendo informazioni non soltanto sul consumo di sigarette tradizionali, ma anche su sigarette elettroniche, dispositivi da svapo e altri prodotti. È una delle indicazioni contenute nel recente documento di posizione congiunto della Società italiana per le malattie respiratorie infantili (SIMRI) e della Società italiana di pediatria (SIP), pubblicato sull'Italian Journal of Pediatrics e richiamato durante il XXX Congresso nazionale SIMRI, svoltosi a Roma dall'8 al 10 ottobre 2026.
Al centro delle raccomandazioni c'è il rischio di una dipendenza da nicotina che può svilupparsi anche con consumi apparentemente limitati. Secondo gli esperti, negli adolescenti i segni della dipendenza possono manifestarsi anche in chi fuma soltanto due sigarette a settimana.
«Negli adolescenti la dipendenza può assumere caratteristiche diverse rispetto all'adulto», spiega Maria Elisa Di Cicco, pediatra ricercatrice presso l'Università di Pisa e coordinatrice del comitato editoriale di Pneumologia Pediatrica. Il consumo può essere intermittente, sociale e legato ai dispositivi elettronici. «Un basso consumo, insomma, non significa necessariamente una ridotta dipendenza».
Secondo i dati 2026 dell'Istituto superiore di sanità, riportati dalla SIMRI, il 37,1% degli studenti tra 14 e 17 anni, circa 851.000 ragazzi, ha utilizzato nell'ultimo mese almeno un prodotto contenente tabacco o nicotina. Rispetto al 2025, l'uso delle sigarette elettroniche risulta in aumento soprattutto tra le ragazze, con una crescita superiore a quattro punti percentuali.
La diffusione di dispositivi elettronici, prodotti a tabacco riscaldato e sacchetti di nicotina rende più complessa l'individuazione dei consumi. Michele Ghezzi, pediatra pneumologo dell'Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano, richiama in particolare l'attenzione sui dispositivi che utilizzano sali di nicotina, capaci di facilitarne l'inalazione anche in quantità elevate.
Le evidenze raccolte dalla Task Force SIMRI associano l'esposizione allo svapo a infiammazione delle vie aeree, iperreattività bronchiale, riduzione delle difese contro le infezioni respiratorie, tosse, dispnea e riacutizzazioni dell'asma. Sono descritti anche quadri acuti gravi, tra cui la lesione polmonare associata all'uso di sigarette elettroniche o prodotti da vaping, nota come EVALI.
Per il pediatra, lo screening deve quindi comprendere il tipo di prodotto utilizzato, la frequenza del consumo e l'eventuale presenza di sintomi di dipendenza o astinenza. Il documento SIMRI-SIP indica inoltre il ruolo del counselling, del supporto comportamentale e dei controlli successivi per accompagnare gli adolescenti nella cessazione del consumo.
Le raccomandazioni comprendono anche il rafforzamento degli ambienti liberi da fumo e svapo, la protezione dei minori dal marketing dei prodotti contenenti nicotina sui social media, interventi sulla regolamentazione degli aromi e delle confezioni e il potenziamento della prevenzione nelle scuole.
Per le famiglie, gli esperti suggeriscono un dialogo non colpevolizzante, attenzione anche ai consumi occasionali e ambienti domestici privi di prodotti contenenti nicotina. Nel percorso di cessazione viene sottolineata l'importanza di coinvolgere i genitori senza compromettere la riservatezza dell'adolescente.