Un nuovo anticorpo monoclonale per prevenire le forme di malattia respiratoria causate dal virus respiratorio sinciziale (RSV) nei neonati arriva in Italia dopo l’approvazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). La nuova opzione, commercializzata da MSD con il nome Enflonsia (clesrovimab), è destinata ai neonati alla nascita o durante la prima stagione epidemica e si somministra con una dose fissa, indipendente dal peso. L’obiettivo è ridurre il rischio di bronchiolite e polmonite, infezioni che nei primi mesi di vita possono richiedere il ricovero ospedaliero e, nei casi più gravi, il ricorso alla terapia intensiva. "Il virus respiratorio sinciziale è un agente infettivo che nel primo anno di vita può determinare una bronchiolite con gravi difficoltà respiratorie, fino al ricovero del lattante", spiega a Doctor33 Antonio D’Avino, presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp).
Il nuovo anticorpo monoclonale amplia le possibilità di prevenzione contro un virus che rappresenta una delle principali cause di ospedalizzazione infantile. "Questa innovazione permette di ridurre l’impatto della bronchiolite sui neonati, sulle famiglie e sui reparti ospedalieri", sottolinea Paolo Manzoni, direttore del Dipartimento di Medicina materno-infantile della Asl di Biella e principal investigator dello studio clinico SMART. Secondo i dati di uno studio multicentrico condotto in Italia su bambini sotto i cinque anni, RSV è risultato responsabile del 40,2% dei casi di infezione respiratoria acuta analizzati. Tra i bambini positivi al virus, il tasso di ospedalizzazione è stato del 4,4%, con una degenza mediana di cinque giorni. Nella stagione 2024-2025, inoltre, il virus è risultato il principale patogeno rilevato nei tamponi dei bambini sotto i due anni secondo la rete di sorveglianza RespiVirNet.
Per D’Avino, la prevenzione passa anche dalla medicina territoriale. I bambini nati tra ottobre e marzo possono ricevere l’anticorpo nei centri nascita, mentre per quelli nati tra aprile e settembre la somministrazione è prevista in ottobre presso lo studio del pediatra di famiglia. "Il pediatra ha come mission la prevenzione e l’educazione sanitaria. Durante i bilanci di salute parliamo alle famiglie dell’importanza delle vaccinazioni e delle immunizzazioni", afferma, ricordando che l’anticorpo monoclonale non è un vaccino, ma un farmaco che offre protezione per un periodo limitato.
La semplicità di somministrazione è uno degli elementi evidenziati da Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di MSD Italia. "Possiamo proteggere neonati e lattanti attraverso un’innovazione che, per la prima volta, è indipendente dal peso del bambino", dichiara, sottolineando i possibili vantaggi per l’organizzazione dei servizi e per le famiglie. L’azienda ha annunciato che lavorerà con le autorità nazionali e regionali per favorire l’accesso alla nuova opzione preventiva. Anche la Società italiana di pediatria (Sip) accoglie con favore la disponibilità del nuovo anticorpo. "Gli anticorpi monoclonali per la prevenzione del virus respiratorio sinciziale rappresentano uno dei traguardi più straordinari della medicina pediatrica degli ultimi decenni", afferma il presidente Rino Agostiniani, evidenziando il potenziale di riduzione dei ricoveri ordinari e in terapia intensiva.
Sul fronte della sanità pubblica, Michele Conversano, consulente della Asl di Taranto, sottolinea che "la somministrazione con dosaggio fisso può garantire semplicità organizzativa per i nostri servizi di prevenzione sul territorio". L’effettiva disponibilità e le modalità di inserimento nei programmi di immunizzazione dovranno essere definite a livello nazionale e regionale.