Il Ministero della Salute ha definito le modalità di attuazione del programma nazionale di screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia. Il decreto del 7 agosto 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 ottobre, disciplina l'organizzazione dei test, la popolazione destinataria e i percorsi di conferma diagnostica e presa in carico. Il provvedimento entrerà in vigore sei mesi dopo la pubblicazione.
Il programma, previsto dalla legge 130 del 2023, riguarda i bambini di 5-6 anni, ovvero coloro che hanno compiuto cinque anni e non ancora sette. L'obiettivo è individuare precocemente gli anticorpi associati alle due patologie, prevenire la chetoacidosi nei soggetti con diabete di tipo 1, rallentare la progressione della malattia attraverso le terapie disponibili e favorire la diagnosi precoce della celiachia.
Le Regioni e le Province autonome dovranno organizzare lo screening secondo i rispettivi modelli territoriali, prevedendo una chiamata attiva rivolta ai bambini della fascia di età individuata. Il decreto stabilisce che l'offerta sia proposta ai soggetti già coinvolti nella chiamata vaccinale prevista dal calendario nazionale per la stessa fascia di età.
L'adesione sarà volontaria. Prima dell'esecuzione dei test dovrà essere acquisito il consenso informato di entrambi i genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale, secondo la normativa vigente. Le famiglie dovranno ricevere informazioni sulle finalità dello screening, sulle modalità di esecuzione e sui successivi accertamenti in caso di positività.
Per il diabete di tipo 1 è previsto il prelievo di sangue capillare, con misurazione dei marcatori sierologici indicati dal decreto. Anche lo screening della celiachia si basa sulla ricerca di specifici marcatori anticorpali. I campioni saranno analizzati dai laboratori di riferimento individuati dalle Regioni.
Il percorso dovrà comprendere tutte le fasi, dalla chiamata attiva alla raccolta dei campioni, fino alla comunicazione dei risultati, alla conferma diagnostica e all'eventuale presa in carico. I centri clinici regionali saranno responsabili degli approfondimenti e del trattamento dei bambini riconosciuti affetti dalle patologie.
Il decreto prevede anche il possibile coinvolgimento dei pediatri di libera scelta nell'organizzazione dello screening e nella gestione dei rapporti con le famiglie. I centri clinici di riferimento dovranno collaborare con i pediatri nel monitoraggio dei bambini e nel collegamento con i servizi territoriali.
La pubblicazione del provvedimento arriva dopo la sperimentazione pilota che, secondo l'Associazione italiana celiachia (AIC), ha coinvolto oltre 5.500 bambini in Lombardia, Sardegna, Marche e Campania.
«È un traguardo importante che AIC saluta positivamente sia perché tanti bambini, grazie allo screening, potranno ricevere una diagnosi precoce e accedere tempestivamente all'unica terapia senza glutine, sia per le novità scientifiche sulla celiachia che emergeranno dal programma», dichiara Rossella Valmarana, presidente dell'associazione.
Il programma sarà coordinato dal Ministero della Salute, con il supporto dell'Istituto superiore di sanità per la gestione e l'analisi dei dati. L'Osservatorio nazionale sul diabete di tipo 1 e sulla celiachia valuterà i risultati dello screening attraverso relazioni annuali, anche ai fini della revisione periodica del programma.