L'Italia è al primo posto nell'Unione europea e nello Spazio economico europeo per numero assoluto di casi di morbillo segnalati negli ultimi dodici mesi. Tra settembre 2025 e agosto 2026 sono state registrate 653 infezioni, pari al 28% dei 2.335 casi complessivamente notificati nei Paesi Ue/See. Il dato emerge dal rapporto mensile del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), pubblicato l'8 ottobre 2026.
Alle spalle dell'Italia figurano Bulgaria, con 564 casi, Romania, con 255, Spagna, con 230, e Francia, con 146. Il primato italiano riguarda il numero complessivo delle segnalazioni e non l'incidenza rispetto alla popolazione. Con 11,1 casi per milione di abitanti, l'Italia si colloca al quarto posto, rispetto a una media europea di 5,1 casi per milione.
La circolazione del morbillo interessa diversi Paesi europei e continua a coinvolgere persone non immunizzate o con cicli vaccinali incompleti. La malattia, altamente contagiosa, può determinare complicanze anche gravi, soprattutto nei bambini più piccoli e nelle persone suscettibili.
Un elemento rilevante riguarda le coperture vaccinali. Secondo i dati del 2024 richiamati dall'Ecdc, in Italia la prima dose di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia raggiunge una copertura del 95%, mentre la seconda si ferma all'84%. Per prevenire la trasmissione del virus è raccomandata una copertura di almeno il 95% con entrambe le dosi.
Il divario tra prima e seconda dose evidenzia la necessità di completare i cicli vaccinali e recuperare le persone che non hanno ricevuto tutte le somministrazioni previste. La prevenzione non riguarda soltanto l'infanzia: la presenza di adolescenti e adulti suscettibili richiede attenzione anche nelle fasce di età successive.
Per i medici di medicina generale e i pediatri, le indicazioni di prevenzione richiamano quindi l'importanza della verifica dello stato vaccinale e dell'identificazione dei pazienti che non hanno completato il ciclo. La vaccinazione resta lo strumento principale per prevenire l'infezione e limitarne la diffusione.
I dati Ecdc confermano che il morbillo continua a rappresentare un problema di sanità pubblica nell'Ue/See. In Italia, il numero di casi segnalati e la copertura insufficiente con la seconda dose richiamano l'attenzione sul mantenimento delle vaccinazioni pediatriche e sul recupero dei soggetti non immunizzati.