Il principale fattore genetico di rischio per Alzheimer, APOE4, potrebbe contribuire direttamente al danno dei vasi cerebrali e non soltanto accompagnarne la progressione. Due studi della Icahn School of Medicine at Mount Sinai, pubblicati su Cell e Cell Stem Cell, indicano infatti un meccanismo che coinvolge i periciti, cellule che normalmente stabilizzano i piccoli vasi.
Secondo i ricercatori, APOE4 induce i periciti a trasformarsi in cellule capaci di formare tessuto cicatriziale. Il risultato è un ispessimento dei vasi, associato a un maggiore accumulo di aggregati proteici anomali di amiloide e a una possibile compromissione del flusso sanguigno cerebrale. Gli studi hanno inoltre individuato TGF-beta, proteina coinvolta nell’attività e nella riparazione cellulare dei tessuti, come possibile bersaglio terapeutico. Nei modelli murini, il suo blocco ha protetto i periciti e invertito la degenerazione cerebrovascolare associata ad APOE4. Secondo gli autori, i risultati suggeriscono che il danno vascolare nell’Alzheimer sia un processo biologicamente attivo e potenzialmente reversibile, aprendo nuove prospettive per preservare la funzione vascolare e limitare l’accumulo di amiloide.
https://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674(26)01069-X
https://www.cell.com/cell-stem-cell/fulltext/S1934-5909(26)00302-4
Cristoforo Zervos