Sono 19.467 gli interventi di impianto o rimozione di protesi mammarie registrati in Italia nei primi sei mesi del 2026. Dall’avvio del Registro nazionale degli impianti protesici mammari (RNPM), il 1° agosto 2023, gli interventi censiti sono stati 90mila: il 55,8% riguarda procedure ricostruttive e il 44,2% interventi estetici. I dati emergono dal primo rapporto del Registro pubblicato dal Ministero della Salute, richiamato dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE).
Secondo l’associazione, il Registro rappresenta uno strumento per migliorare prevenzione, tracciabilità e controllo nel tempo delle protesi e per tutelare le donne sottoposte a chirurgia mammaria, sia ricostruttiva sia estetica.
La raccolta sistematica delle informazioni consente, secondo AICPE, di produrre dati sulla durata degli impianti, sui reinterventi e sulle complicanze e di monitorare nel medio-lungo periodo qualità, durata e prestazioni cliniche delle diverse protesi. Le informazioni possono inoltre contribuire alla vigilanza sanitaria e alla valutazione delle tecniche chirurgiche.
L'inserimento dei dati nel Registro è obbligatorio. Ogni intervento di impianto o rimozione deve essere registrato sulla piattaforma della Regione o Provincia autonoma di riferimento entro tre giorni dall'operazione.
«Registrare ogni singola protesi significa creare un'anagrafica clinica dinamica e permanente, che mette al riparo la salute della donna lungo tutto l'arco della vita», afferma Paolo Vittorini, presidente AICPE. Secondo Vittorini, disporre di informazioni precise sull'impianto e sulla paziente permette di intervenire tempestivamente e di studiare nel lungo periodo la risposta dei tessuti.
AICPE ha inoltre partecipato alla tavola rotonda istituzionale organizzata dal Ministero della Salute sul Registro, proponendo alcune modifiche ai protocolli di registrazione per migliorarne l'operatività. Secondo quanto riferito dall'associazione, il Ministero ha recentemente accolto le proposte operative presentate.
Per AICPE, la disponibilità di dati raccolti nel tempo può quindi sostenere una governance degli impianti protesici mammari basata sulla tracciabilità e sul controllo clinico, rafforzando il follow-up delle pazienti.