L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) amplia le opzioni per la contraccezione con nuove raccomandazioni sull’uso della pillola combinata, sulla durata degli impianti e sulla contraccezione d’emergenza. Le indicazioni sono contenute nelle nuove linee guida WHO guidelines on expanding contraceptive options, pubblicate il 23 settembre.
Una delle novità riguarda i contraccettivi orali combinati. Oltre all’utilizzo ciclico, l’Oms raccomanda la possibilità di un’assunzione per periodi prolungati fino a sei mesi oppure continuativa fino a un anno. Per gli impianti contraccettivi, le nuove indicazioni supportano invece l’utilizzo fino a cinque anni, con la possibilità di ridurre la necessità di procedure di sostituzione, visite e relativi costi.
Cambia anche il quadro della contraccezione d’emergenza. L’Oms raccomanda il mifepristone come ulteriore opzione, da assumere il prima possibile ed entro cinque giorni da un rapporto sessuale non protetto. Secondo le evidenze considerate nelle linee guida, a dosaggi compresi tra 10 e 50 mg il mifepristone è probabilmente altrettanto sicuro ed efficace rispetto agli altri metodi di contraccezione d’emergenza.
«La contraccezione non è uguale per tutti», ha dichiarato Pascale Allotey, direttrice del Dipartimento Oms per la salute sessuale, riproduttiva, materna, infantile e adolescenziale e l'invecchiamento. Secondo Allotey, donne e uomini hanno bisogno di una gamma di opzioni che tenga conto delle evidenze scientifiche e dell'innovazione, insieme ad aspetti quali praticità, invasività, affidabilità e accessibilità.
Le linee guida individuano anche metodi per i quali le evidenze disponibili non sono considerate sufficienti. L’Oms chiede ulteriori ricerche sull’ormeloxifene prima della sua inclusione nei programmi di pianificazione familiare, a causa dei dati limitati sulla sicurezza. Raccomanda inoltre di non introdurre nei programmi nazionali le pillole contraccettive contenenti quinestrolo, alla luce delle evidenze limitate e delle segnalazioni di eventi avversi gravi.
Un ulteriore capitolo riguarda la contraccezione maschile. Attualmente le opzioni direttamente controllate dagli uomini sono principalmente preservativo, coito interrotto e vasectomia, anche se circa il 30% delle coppie utilizza un metodo maschile. L’Oms ha sviluppato il suo primo Target Product Profile dedicato ai nuovi contraccettivi maschili, definendo caratteristiche attese in termini di sicurezza, efficacia, accettabilità e accessibilità economica.
Sono allo studio diversi metodi maschili ormonali e non ormonali. Alcuni candidati sono in fasi avanzate della sperimentazione clinica e, secondo l’Oms, nuovi contraccettivi maschili reversibili potrebbero arrivare sul mercato nei prossimi cinque-dieci anni. L’Organizzazione stima inoltre che 164 milioni di donne che vorrebbero ritardare o evitare una gravidanza non utilizzino attualmente metodi contraccettivi.