La disfunzione erettile può rappresentare un possibile segnale precoce di patologie cardiovascolari, diabete, disturbi metabolici e problemi di salute mentale. A richiamare l’attenzione sul rapporto tra salute sessuale e condizioni generali dell’uomo è la campagna di sensibilizzazione “Pronti, Via”, promossa da Viatris per incoraggiare il confronto con il medico e favorire eventuali approfondimenti clinici.
Il disturbo non riguarda infatti soltanto la funzione sessuale, ma può essere associato a condizioni croniche ancora non diagnosticate. Riconoscerlo e inserirlo in una valutazione più ampia può offrire l’occasione per individuare fattori di rischio cardiovascolare e metabolico o condizioni di disagio psicologico.
Secondo un’indagine commissionata dall’azienda su 1.000 uomini tra i 18 e i 70 anni, le persone con disfunzione erettile riferiscono più frequentemente patologie cardiovascolari, eventi cardiovascolari pregressi, sovrappeso, obesità e diabete rispetto agli uomini che non segnalano il disturbo.
Nel dettaglio, l’indagine registra una maggiore frequenza di eventi cardiovascolari pregressi pari a 6 punti percentuali, di sovrappeso o obesità pari a 17 punti e di diabete pari a 7 punti. Il materiale diffuso non riporta ulteriori dettagli metodologici, intervalli di confidenza o caratteristiche dei due gruppi messi a confronto.
La campagna richiama inoltre il rapporto temporale tra disfunzione erettile e malattia coronarica. In circa due uomini su tre, secondo i dati riportati, i problemi di erezione precederebbero in media di oltre tre anni la comparsa dei sintomi coronarici. Il disturbo può quindi rappresentare un’occasione per valutare precocemente il profilo di rischio cardiovascolare.
Dall’indagine emerge anche una maggiore frequenza di ansia e depressione, pari a 8 punti percentuali, e di disturbi del sonno come l’insonnia, pari a 11 punti. I dati richiamano il rapporto bidirezionale tra salute sessuale, condizioni psicologiche e stato di salute generale.
«La disfunzione erettile non dovrebbe essere interpretata come un problema esclusivamente fisico, ma come una condizione multifattoriale in cui aspetti biologici, psicologici, relazionali e sociali concorrono tra loro», afferma Emmanuele A. Jannini, ordinario di Endocrinologia e Sessuologia medica all’Università di Roma Tor Vergata.
Secondo Jannini, la comparsa del disturbo può rappresentare «un possibile segnale precoce della presenza di problematiche legate a patologie croniche non trasmissibili», oltre a funzionare come indicatore della salute mentale maschile e della coppia. Da qui la necessità, sottolinea, di un approccio integrato alla salute sessuale.
La campagna invita quindi gli uomini a non sottovalutare il disturbo e a rivolgersi al medico, affinché la valutazione della disfunzione erettile possa essere inserita, quando necessario, in un percorso più ampio di prevenzione, diagnosi e presa in carico.