Clinica
Diabete
30/06/2026

Prediabete, lo stile di vita riduce il rischio di multimorbilità nel lungo periodo

Programmi strutturati e continuativi di modificazione comportamentale possano rappresentare una strategia efficace per ridurre lo sviluppo di condizioni croniche

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L’interesse della sanità pubblica si sta progressivamente spostando dalla prevenzione di singole patologie alla capacità di ritardare o evitare l’insorgenza simultanea di più condizioni croniche. Nonostante la rilevanza di questo obiettivo, poche strategie hanno dimostrato un’efficacia stabile nel lungo periodo. In questo contesto si inserisce l’analisi estesa del Diabetes Prevention Program (DPP) e del suo follow-up, il Diabetes Prevention Program Outcomes Study (DPPOS), che offre una prospettiva unica sull’impatto di interventi intensivi sullo stile di vita e della terapia con metformina rispetto al placebo nella prevenzione della multimorbilità in adulti con prediabete.

Lo studio, condotto in 27 centri statunitensi dal 1996 al 2021, ha coinvolto inizialmente 3234 adulti ad alto rischio di sviluppare diabete, arruolati nel DPP tra il 1996 e il 1999. Successivamente, i partecipanti sono stati inclusi nel DPPOS, che ha permesso un’osservazione prolungata degli esiti clinici. Per l’analisi specifica sulla multimorbilità sono stati utilizzati i dati di morbidità dei Centers for Medicare & Medicaid Services (CMS), disponibili fino al 2021 per 1173 partecipanti che avevano fornito consenso. L’elaborazione dei dati si è svolta tra giugno 2024 e novembre 2025.

Nel DPP, i partecipanti erano stati randomizzati a un intervento intensivo sullo stile di vita, alla terapia con metformina o al placebo. Durante il DPPOS, il trattamento con metformina è stato mantenuto, mentre il placebo è stato sospeso. Il gruppo lifestyle ha continuato a ricevere sessioni di rinforzo semestrali, e fino al 2014 tutti i partecipanti hanno avuto accesso a corsi trimestrali dedicati alle modifiche comportamentali.

L’endpoint primario era la multimorbilità, definita come la presenza di almeno due tra quindici condizioni croniche prevalenti secondo il Chronic Condition Data Warehouse del CMS, con adattamenti per gli incontri Medicare Advantage. L’associazione tra i gruppi di trattamento e il tempo di sviluppo degli esiti è stata valutata mediante modelli di Cox a proporzionalità dei rischi.

Alla fine del follow-up, 997 dei 1173 partecipanti (85%) presentavano almeno due condizioni croniche, con una mediana di cinque patologie per individuo. La distribuzione della multimorbilità nei tre gruppi mostrava percentuali elevate e simili: 82% nel gruppo lifestyle (316 su 385), 85% nel gruppo metformina (327 su 385) e 87% nel gruppo placebo (350 su 403). Tuttavia, l’analisi dei rischi relativi ha evidenziato differenze significative. Il gruppo lifestyle mostrava un rischio di multimorbilità inferiore rispetto al placebo, con un hazard ratio pari a 0.79 (IC 95% 0.68-0.93), dopo aggiustamento per i covariati rilevanti. La metformina, invece, non differiva dal placebo (HR 0.91; IC 95% 0.78-1.07). Queste associazioni si mantenevano anche escludendo il diabete dalla definizione di multimorbilità. Quando l’analisi veniva limitata alle coppie di condizioni più costose, l’intervento sullo stile di vita mostrava un’associazione ancora più marcata, con un hazard ratio di 0.57 (IC 95% 0.38-0.85).

In conclusione, tra gli adulti con prediabete, l’intervento intensivo sullo stile di vita si associa a una riduzione significativa e persistente del carico di multimorbilità, mentre la metformina non mostra un effetto analogo. Questi risultati suggeriscono che programmi strutturati e continuativi di modificazione comportamentale possano rappresentare una strategia efficace per ridurre lo sviluppo di condizioni croniche multiple nel lungo periodo, rafforzando il ruolo centrale della prevenzione non farmacologica nella salute pubblica contemporanea.

JAMA. 2026 Jun 15:e268492. doi: 10.1001/jama.2026.8492. 

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42295772/ 

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