Un recente studio ha associato l’uso degli agonisti Glp-1 (GLP1-RA) a un rischio maggiore di disturbi dell'olfatto e del gusto. I dati, pubblicati sulla rivista Jama Otolaryngology - Head & Neck Surgery, aumentano quindi il numero di effetti collaterali dei farmaci, ampiamente usati per il controllo del diabete e la perdita di peso, da considerare durante il counseling e la prescrizione di queste molecole.
I ricercatori di Hadassah Medical Center-facoltà di Medicina della Hebrew University di Gerusalemme e Institute for Research in Military Medicine (Irmm)-Hebrew University e Israel Defense Forces Medical Corps, hanno esaminato in uno studio di coorte i dati di 438.474 pazienti con diabete di tipo 2 trattati con questi farmaci, confrontandoli con un gruppo di controllo (pazienti con diabete che non facevano uso di Glp-1, ma di altre terapie). Gli autori hanno riscontrato che la coorte di GLP1-RA presentava un rischio aumentato di nuovi disturbi dell'olfatto e del gusto in 2 anni di follow-up (rapporto di rischio, 1,48) rispetto ai pazienti diabetici che hanno utilizzato altri tipi di farmaci. I disturbi presi in considerazione sono stati principalmente: perdita parziale o totale dell'olfatto (anosmia), percezione olfattiva distorta (parosmia), alterazione del senso del gusto (parageusia). Quando stratificati singolarmente per risultato, l'uso di GLP1-RA era associato a un rischio più alto di disturbi olfatto (HR, 1,81) e del gusto (HR, 1,52).
Questo studio suggerisce che le terapie GLP1-R A sono associate a un rischio maggiore di disturbi dell'olfatto e del gusto, evidenziando la necessità di un monitoraggio più attento e di una maggiore consapevolezza della salute pubblica. Esiti che, fanno notare gli autori, "sono in linea" anche con "2 precedenti studi retrospettivi".
Gli autori sottolineano che sebbene sia stato osservato un rischio maggiore del 38% di questi disturbi, il rischio assoluto è rimasto basso, nei pazienti che sviluppano tali sintomi, i medici dovrebbero innanzitutto seguire la valutazione diagnostica standard ed evitare di attribuire prematuramente i sintomi all'uso di agonisti del recettore del Glp-1. I disturbi riferiti dai pazienti dovrebbero essere valutati, quando appropriato, utilizzando misure oggettive validate.
Anche se saranno necessarie ricerche future per convalidare questi risultati e per esplorare ulteriormente i meccanismi alla base di questa associazione. i dati emersi, sottolineano gli esperti, "evidenziano la necessità di un monitoraggio più attento e di una maggiore consapevolezza, sia tra i medici che tra gli utilizzatori" dei farmaci, su questo possibile rischio aumentato.