Professione medica
Neurologia
10/06/2026

VQR 2020-2024, la Neurologia italiana tra le discipline mediche con le migliori performance

I risultati della Valutazione della qualità della ricerca confermano la competitività della Neurologia italiana

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La Neurologia italiana si conferma tra le discipline mediche con le migliori performance scientifiche nazionali secondo i risultati della VQR 2020-2024. Il professor Alessandro Padovani, Direttore della Clinica Neurologica dell’Università degli Studi di Brescia e Direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, analizza il significato di questo risultato, evidenziando il ruolo crescente delle neuroscienze, dei biomarcatori, della medicina personalizzata e delle nuove tecnologie. Un riconoscimento che, secondo l'autore, rappresenta non solo una conferma della qualità della ricerca neurologica italiana, ma anche una responsabilità verso le future strategie di Brain Health, la formazione delle nuove generazioni di neurologi e lo sviluppo dell'innovazione clinica. Ecco il testo dell’editoriale

“La Neurologia italiana nella VQR 2020–2024: una conferma e una responsabilità. La pubblicazione dei risultati della VQR 2020–2024 offre l’opportunità di riflettere sullo stato della ricerca neurologica italiana. Al di là delle classifiche e delle inevitabili differenze tra sedi, il dato più interessante riguarda il posizionamento complessivo della Neurologia nel panorama delle scienze mediche. I risultati mostrano infatti che il settore MEDS/12 si colloca tra le discipline mediche con le migliori performance scientifiche nazionali. Si tratta di un dato particolarmente rilevante perché la Neurologia non è un settore di dimensioni ridotte, ma una disciplina ampia, presente in numerose università e ospedali di ricerca e caratterizzata da una produzione scientifica molto consistente. La qualità dei risultati ottenuti sembra riflettere una trasformazione che la Neurologia ha vissuto negli ultimi vent’anni. Lo sviluppo delle neuroscienze, dei biomarcatori, del neuroimaging avanzato, della genetica e delle tecnologie digitali ha modificato profondamente il modo di fare ricerca e assistenza. Parallelamente, l’arrivo di nuove terapie per molte patologie neurologiche ha rafforzato il ruolo della disciplina nei programmi di ricerca internazionali. Particolarmente significativo è il fatto che la buona performance del settore non appaia legata a poche eccellenze isolate, ma a una diffusa capacità di produrre ricerca competitiva. Questo suggerisce l’esistenza di una comunità scientifica matura, inserita in reti collaborative nazionali e internazionali e capace di affrontare temi che spaziano dalle malattie neurodegenerative alle patologie cerebrovascolari, dalla neuroimmunologia alle malattie rare. La VQR fotografa, inoltre, un cambiamento più profondo. La Neurologia non è più soltanto la disciplina della diagnosi delle malattie del sistema nervoso. Sempre più spesso la ricerca è orientata all’identificazione precoce dei processi patologici, alla stratificazione del rischio e alla personalizzazione delle cure. Lo sviluppo dei biomarcatori rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa evoluzione, aprendo la strada a una medicina predittiva e preventiva che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile. Questi risultati assumono un significato ancora maggiore in una società caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento dell’impatto delle malattie neurologiche sulla salute pubblica. In questo contesto, il cervello emerge come una delle principali priorità sanitarie del prossimo futuro. La Neurologia è quindi chiamata a svolgere un ruolo che va oltre la gestione delle singole patologie. Le neuroscienze possono oggi contribuire alla costruzione di strategie orientate alla promozione della salute del cervello lungo tutto l’arco della vita, integrando prevenzione, diagnosi precoce, innovazione terapeutica e organizzazione dei servizi. La fotografia offerta dalla VQR restituisce l’immagine di una disciplina scientificamente forte, dinamica e competitiva. Ma ogni risultato porta con sé nuove responsabilità. Sarà necessario continuare a investire nella formazione dei giovani neurologi, nelle infrastrutture di ricerca, nelle reti collaborative e nelle tecnologie emergenti, dall’intelligenza artificiale alla medicina digitale. Più che un punto di arrivo, la VQR rappresenta quindi una tappa di un percorso più ampio. I risultati ottenuti confermano che la Neurologia italiana dispone oggi delle competenze e della credibilità necessarie per contribuire in modo determinante allo sviluppo della medicina del futuro e alle strategie nazionali e internazionali per la Brain Health”. 

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