Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women’s Health non evidenzia un aumento del rischio di disturbi del neurosviluppo nei bambini esposti in utero al paracetamolo, quando l’analisi si basa su studi con confronto tra fratelli e stime aggiustate.
L’analisi ha incluso quarantatré studi nella revisione sistematica e diciassette nella meta-analisi. Gli autori hanno privilegiato i disegni con confronto tra fratelli, ritenuti più efficaci nel controllare i fattori familiari, genetici e ambientali condivisi.
Nei soli studi con confronto tra fratelli l’esposizione prenatale al paracetamolo non risulta associata al rischio di disturbo dello spettro autistico, con un odds ratio pari a 0,98 e intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,93 e 1,03. Per l’ADHD l’odds ratio è 0,95, con intervallo di confidenza 0,86–1,05. Per la disabilità intellettiva l’odds ratio è 0,93, con intervallo di confidenza 0,69–1,24.
L’assenza di associazione si conferma anche limitando l’analisi agli studi a basso rischio di bias secondo lo strumento QUIPS e a quelli con un follow-up superiore a cinque anni. Risultati coerenti emergono anche considerando l’insieme degli studi con stime aggiustate.
Gli autori osservano che le associazioni riportate in alcune precedenti meta-analisi potrebbero riflettere confondenti residui, come febbre e dolore materni, comorbidità, fattori genetici e ambientali, più che un effetto causale del farmaco.
Lo studio ricorda che il paracetamolo rappresenta il farmaco di prima scelta per il trattamento di dolore e febbre in gravidanza. Le conclusioni risultano coerenti con le indicazioni di American College of Obstetricians and Gynecologists, Royal College of Obstetricians and Gynaecologists ed European Medicines Agency, che confermano l’uso del paracetamolo quando impiegato correttamente.
Gli autori segnalano anche il rischio opposto, legato alla mancata gestione di febbre e dolore in gravidanza, associata in letteratura a esiti avversi materno-fetali.
La revisione ha utilizzato dati provenienti da MEDLINE, Embase, Cochrane Library e ClinicalTrials.gov, con inclusione di soli studi di coorte con stime aggiustate. Non sono stati dichiarati finanziamenti né conflitti di interesse.