Farmaci
Ictus
15/01/2025

Ictus ischemico, nuove prospettive per la rigenerazione cerebrale

Lo studio ha identificato il recettore GPR17 negli oligodendrociti immaturi che circondano le lesioni ischemiche umane come possibile marcatore e bersaglio terapeutico

cervello ictus neuroni

Uno studio internazionale condotto dall’Università Statale di Milano e dall’Università della Danimarca Meridionale (SDU), pubblicato su The Journal of Pathology, ha identificato il recettore GPR17 negli oligodendrociti immaturi che circondano le lesioni ischemiche umane come possibile marcatore e bersaglio terapeutico.
I risultati aprono nuove possibilità per promuovere la rigenerazione del tessuto cerebrale dopo un ictus ischemico, inclusa la possibilità di riposizionare farmaci già approvati per altri usi.

Il legame fra ictus e GPR17

L’ictus ischemico, causato da un blocco del flusso sanguigno al cervello, è una delle principali cause di morte e disabilità a livello globale. La demielinizzazione e il danno alla sostanza bianca, comuni dopo un ictus, compromettono la trasmissione dei segnali nervosi, causando deficit neurologici. GPR17, studiato da quasi vent’anni dal team guidato da Marta Fumagalli dell’Università Statale di Milano, è un regolatore chiave della maturazione degli oligodendrociti, le cellule responsabili della produzione della guaina mielinica che protegge i neuroni. “GPR17 è espresso in modo elevato nelle cellule immature e viene progressivamente spento quando gli oligodendrociti maturano e iniziano a produrre mielina”, spiega Fumagalli. “In modelli sperimentali di neurodegenerazione, l’espressione di GPR17 aumenta in presenza di danni cerebrali, associandosi a perdita di mielina e disabilità. Interventi farmacologici mirati su questo recettore hanno mostrato effetti benefici.”

"Promuovere la rigenerazione della mielina potrebbe essere una strategia cruciale per ridurre la disabilità associata all’ictus ischemico”, aggiunge Kate Lykke Lambertsen, autrice di importanti contributi alla ricerca traslazionale sull'ictus.

Lo studio: dati e risultati

Utilizzando campioni autoptici forniti dalla Danish Brain Bank, il team di ricerca ha analizzato l’espressione di GPR17 nei tessuti cerebrali di pazienti colpiti da ictus ischemico. I risultati mostrano che GPR17 si localizza in oligodendrociti immaturi che si accumulano attorno alle lesioni ischemiche e la densità di queste cellule aumenta progressivamente nel tempo dopo l’evento ischemico.

L’attivazione della microglia, le cellule immunitarie del cervello, è correlata a GPR17: nelle fasi croniche, l’infiammazione passa da un fenotipo rigenerativo a uno distruttivo, impedendo la maturazione degli oligodendrociti. “Gli oligodendrociti cercano di riparare la mielina danneggiata, ma l’infiammazione cronica li blocca in uno stato immaturo, ostacolando la rigenerazione”, spiega Stefano Raffaele, primo autore dello studio.

L’importanza della ricerca

Martin Wirenfeldt, responsabile della Danish Brain Bank, evidenzia l’importanza della collezione di campioni cerebrali post-mortem: “La Danish Brain Bank è una risorsa straordinaria per la comunità scientifica, essenziale per tradurre i risultati della ricerca in applicazioni cliniche future.”

Questo studio rappresenta un passo avanti nella comprensione dei processi rigenerativi post-ictus, avvicinando la scienza alla possibilità di trattamenti clinici mirati per migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Maria Pia Abbracchio, direttrice del Laboratorio di Farmacologia Molecolare e Cellulare dell’Università Statale di Milano, sottolinea infatti l’importanza di questi risultati: “Questo studio conferma GPR17 come bersaglio terapeutico chiave per promuovere la rigenerazione cerebrale. Inoltre, poiché il recettore è regolato da farmaci già disponibili, si apre la strada al loro riposizionamento per trattare l’ictus umano.”

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