Le Regioni devono rispettare le disposizioni nazionali sulla prescrivibilità dei farmaci e garantire ai medici la possibilità di esercitare concretamente le proprie competenze, senza limitazioni introdotte attraverso procedure amministrative o piattaforme informatiche. È la posizione espressa da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), dopo la sentenza con cui il TAR Lazio ha accolto il ricorso contro le restrizioni regionali alla prima prescrizione dei farmaci antidiabetici della Nota 100 AIFA.
«L'autonomia prescrittiva del medico è un presidio a tutela della salute del paziente e deve essere rispettata. Le scelte terapeutiche, fondate sulle evidenze scientifiche e sull'appropriatezza, non possono essere ostacolate da vincoli amministrativi», afferma Anelli.
La pronuncia, già oggetto di una precedente notizia di Doctor33, riguarda le limitazioni introdotte attraverso il sistema regionale WebCare, che impediva ai medici di medicina generale di effettuare la prima prescrizione dei medicinali interessati, pur essendo questa possibilità prevista dalla disciplina AIFA.
Per il presidente della FNOMCeO, la decisione richiama un principio che deve orientare l'organizzazione dell'assistenza su tutto il territorio nazionale.
«Le Regioni non possono introdurre disposizioni più restrittive o in contrasto con le regole nazionali sulla prescrivibilità dei farmaci. Una funzione riconosciuta al medico dalla disciplina nazionale deve poter essere esercitata concretamente», sottolinea Anelli.
Il presidente richiama in particolare il ruolo delle piattaforme informatiche regionali, che devono agevolare l'attività dei professionisti e non introdurre ostacoli all'esercizio delle competenze prescrittive.
«Le piattaforme informatiche devono sostenere il lavoro clinico e facilitare l'assistenza. Non possono diventare strumenti che limitano l'esercizio della funzione prescrittiva».
La questione, secondo Anelli, riguarda anche il ruolo della medicina generale nella gestione delle malattie croniche e nella continuità delle cure.
«Difendere l'autonomia e la responsabilità del medico significa tutelare il paziente. Significa consentire al professionista che lo conosce, ne segue la storia clinica e ne valuta i bisogni di individuare il trattamento appropriato, nel rispetto delle evidenze scientifiche e delle condizioni stabilite dall'AIFA».
Anelli ribadisce che l'appropriatezza prescrittiva e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale restano obiettivi condivisi, da perseguire attraverso formazione, integrazione tra professionisti e strumenti che semplifichino l'accesso alle terapie.
«Questa sentenza offre un richiamo che tutte le Regioni dovrebbero raccogliere. Il diritto alla salute deve essere garantito su tutto il territorio nazionale. Il luogo in cui una persona vive non può diventare una barriera all'accesso a una terapia consentita dalle regole nazionali», conclude il presidente FNOMCeO.