Le piattaforme online che vendono agonisti del recettore del GLP-1 prescrivono il farmaco con estrema facilità: in 45 siti su 49 (91,8%) un paziente simulato ha ottenuto la prescrizione partendo da un semplice questionario, con un tempo mediano di un giorno e, in due casi, di circa cinque minuti. Lo mostrano i risultati di uno studio condotto con la tecnica del "cliente misterioso" e pubblicato su JAMA, che fotografa il canale di vendita diretta al consumatore negli Stati Uniti, dove quasi un utente su cinque acquista questi farmaci online, soprattutto per perdere peso.
Il contesto è quello di una domanda molto elevata e di coperture assicurative limitate. I farmaci venduti online hanno gli stessi principi attivi ma eccipienti diversi, non sono approvati dalla FDA e restano poco chiari quanto a rispetto delle linee guida, valutazione dello stile di vita, ricerca di disturbi del comportamento alimentare e raccolta di dati clinici ed esame obiettivo. Gli autori hanno costruito un profilo clinico simulato con i requisiti di eleggibilità al trattamento e hanno richiesto la prescrizione tra agosto e dicembre 2025 a 49 siti precedentemente individuati: 17 che vendevano solo preparati galenici, cinque solo il farmaco di marca e 27 entrambi. Il paziente simulato sceglieva il prodotto a costo minore e procedeva fino alla prescrizione o alla richiesta di esami del sangue; quando veniva chiesta una foto a figura intera o su una bilancia, forniva inizialmente una foto della sola parte superiore del corpo.
Dei 49 siti, 45 hanno prescritto e 34 (69,4%) hanno anche spedito il farmaco. I quattro rifiuti sono dipesi, in due casi, dalla richiesta di esami ematici, in uno dalla presenza di una prescrizione già emessa da un altro sito per lo stesso paziente virtuale, in uno da una discrepanza tra foto e peso dichiarato. Tutti i siti utilizzavano un questionario, ma con ampie differenze: il 79,6% chiedeva gli obiettivi di perdita di peso, il 65,3% i precedenti tentativi non farmacologici, il 53,1% dieta e attività fisica, il 55,1% i disturbi alimentari, mentre il 98% indagava le condizioni mediche e il 93,9% farmaci e allergie. Solo il 36,7% richiedeva valori clinici riferiti dal paziente, il 26,5% una video-visita e il 6,1% una telefonata.
I segnali di una supervisione limitata sono diversi. Nove siti, il 20% di quelli che hanno prescritto, hanno emesso la prescrizione sulla base della sola foto della parte superiore del corpo, nonostante avessero richiesto una foto a figura intera o una foto in piedi su una bilancia; 34 siti, il 75,6%, hanno proceduto automaticamente all'addebito e alla spedizione dopo l'approvazione, senza chiedere conferma al paziente; tre medici hanno prescritto il farmaco allo stesso paziente attraverso due o più siti, e un sito ha ribaltato il rifiuto iniziale di un medico pur avendo un database interno che segnalava prescrizioni già in corso. Dei 34 farmaci spediti, 32 erano preparati galenici e due di marca, con una fornitura mediana di un mese e un prezzo mediano mensile di 217,33 dollari, comprensivo di farmaco, visita e quote di iscrizione. Il coinvolgimento del medico appare quindi inferiore a quanto ipotizzato, in particolare per i galenici, su cui restano incertezze di sicurezza, efficacia e qualità.
In Italia e nell'Unione Europea l'acquisto online richiede obbligatoriamente la prescrizione medica, ma il rischio dei canali abusivi è concreto: a novembre 2025 a Padova una giovane donna ha avuto un coma ipoglicemico dopo aver acquistato online una semaglutide da un sito abusivo, risultata contenere insulina. Il quadro che emerge rafforza due messaggi: la prescrizione impersonale priva la cura dell'obesità della componente educativa sullo stile di vita e di indicazioni su durata e monitoraggio, e il riconoscimento dell'obesità come malattia, con rimborsabilità fondata su criteri clinici condivisi, è anche uno strumento per evitare il ricorso a canali non sicuri per ragioni economiche.