La combinazione iniettabile a lunga durata d'azione di cabotegravir e rilpivirina, somministrata ogni due mesi, ha mostrato una superiorità rispetto alla terapia antiretrovirale orale quotidiana nel raggiungimento della soppressione virale a sei mesi in persone con HIV e viremia rilevabile. È il risultato principale dello studio internazionale di fase 3b CROWN, annunciato il da ViiV Healthcare e riportato dalla testata specialistica Contagion.
Lo studio ha raggiunto il proprio endpoint primario di efficacia in una popolazione che presenta difficoltà nel mantenere il controllo virologico attraverso la terapia orale. La novità riguarda la possibilità di iniziare direttamente il trattamento iniettabile anche in presenza di virus rilevabile, senza una precedente fase di soppressione ottenuta con farmaci orali.
CROWN è uno studio randomizzato, in aperto, condotto in circa 326 adulti e adolescenti arruolati in 85 centri di otto Paesi. I partecipanti sono stati assegnati al trattamento con cabotegravir e rilpivirina a lunga durata d'azione, somministrato ogni due mesi, oppure alla prosecuzione della terapia antiretrovirale orale.
I criteri di inclusione prevedevano un'età di almeno 12 anni, un peso corporeo non inferiore a 35 chilogrammi e una carica virale HIV-1 superiore a 1.000 e inferiore a 100.000 copie/mL allo screening. Era inoltre richiesta un'interruzione documentata della terapia orale di almeno 30 giorni consecutivi, in assenza di evidenze di resistenza agli inibitori dell'integrasi o agli inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa.
I risultati annunciati indicano una maggiore efficacia del regime iniettabile nel raggiungimento della soppressione virale a sei mesi. Non sono tuttavia ancora disponibili le percentuali osservate nei due gruppi, l'entità della differenza, i valori statistici e i dati di sicurezza. La presentazione completa dei risultati è prevista in occasione di un prossimo congresso scientifico.
Le nuove evidenze si aggiungono a quelle dello studio di fase 3 LATITUDE, condotto su 306 persone con difficoltà di aderenza alla terapia orale. In quel caso, i partecipanti avevano inizialmente raggiunto la soppressione virale con un trattamento orale prima della randomizzazione alla combinazione iniettabile mensile o alla prosecuzione della terapia quotidiana.
A 48 settimane, nello studio LATITUDE il fallimento complessivo del regime terapeutico è stato osservato nel 22,8% dei partecipanti trattati con cabotegravir e rilpivirina, rispetto al 41,2% del gruppo in terapia orale. Il fallimento virologico si è verificato rispettivamente nel 6,8% e nel 28,2% dei pazienti.
Nello studio LATITUDE la frequenza degli eventi avversi è risultata simile nei due gruppi, mentre le reazioni nel sito di iniezione sono state gli eventi più comuni tra i partecipanti trattati con il regime a lunga durata d'azione. In due pazienti con fallimento virologico confermato sono state rilevate nuove mutazioni associate a resistenza agli inibitori dell'integrasi.
La combinazione cabotegravir-rilpivirina è già autorizzata negli Stati Uniti come Cabenuva e nell'Unione europea come Vocabria più Rekambys, ma per persone con HIV virologicamente soppresso durante un regime stabile, senza precedenti fallimenti terapeutici né resistenze note o sospette ai due principi attivi.
L'impiego nei pazienti con viremia rilevabile, oggetto dello studio CROWN, non è attualmente autorizzato dalle autorità regolatorie. ViiV Healthcare ha annunciato l'intenzione di condividere i risultati con gli enti competenti per le valutazioni regolatorie.
«Le persone con HIV che incontrano difficoltà nel raggiungere o mantenere la soppressione virale con la terapia orale quotidiana continuano ad affrontare ostacoli significativi nell'ottimizzazione delle cure», ha dichiarato Jean van Wyk, direttore medico di ViiV Healthcare, sottolineando che lo studio CROWN è stato progettato per affrontare questa lacuna nelle evidenze disponibili.