La scelta tra appendicectomia e trattamento antibiotico dell’appendicite acuta potrebbe avere implicazioni anche a lungo termine. Questo è il risultato di un’analisi su oltre 30.000 pazienti che ha rilevato una minore frequenza di successive diagnosi di tumore colorettale tra i pazienti sottoposti a intervento chirurgico. Nello specifico, lo studio ha confrontato 15.774 pazienti sottoposti ad appendicectomia con 15.295 trattati esclusivamente con antibiotici. Negli anni successivi, un tumore colorettale è stato diagnosticato nello 0,7% del gruppo chirurgico e nell’1,7% del gruppo trattato con antibiotici. L’analisi, presentata all’American College of Surgeons Clinical Congress, ha rilevato che l’appendicectomia era associata a un rischio relativo inferiore del 58% di una successiva diagnosi di tumore colorettale, tenendo conto dei fattori di rischio individuali.
Gli autori sottolineano che lo studio non ha consentito però di stabilire un rapporto causale. Tra le possibili spiegazioni vengono considerate il ruolo dell’appendice nel sistema immunitario intestinale e nel microbioma e l’eventuale contributo dell’infiammazione persistente o di alterazioni della flora intestinale. I dati non implicano che l’appendicectomia debba essere preferita per prevenire il cancro. La terapia antibiotica resta un’opzione valida, ma secondo gli autori la scelta non chirurgica dovrebbe considerare anche possibili esiti oncologici a lungo termine e l’eventuale necessità di monitoraggio.
Cristoforo Zervos