I risultati preliminari positivi degli Studi di Fase III REMODEL-1 e REMODEL-2 mostrano come remibrutinib, riesca a ridurre le recidive e l'attività della sclerosi multipla, con segnali favorevoli anche sulla progressione della disabilità, un profilo di sicurezza favorevole e una buona tollerabilità.
Lo annuncia Novartis, spiegando come entrambi gli studi hanno raggiunto l'endpoint primario e dimostrato superiorità su tutti gli endpoint secondari chiave, inclusa la riduzione delle lesioni cerebrali rilevate da risonanza magnetica. Remibrutinib, già approvato da FDA e EMA per l'orticaria cronica spontanea, si candida così a diventare la prima opzione BTKi orale per il trattamento della sclerosi multipla recidivante.
La sclerosi multipla colpisce quasi 3 milioni di persone nel mondo, la forma recidivante (SMR) rappresenta la presentazione più comune e rappresenta il principale target degli interventi terapeutici in fase iniziale di malattia. Nonostante la disponibilità di diverse terapie immunomodulanti, il controllo ottimale delle recidive rimane una sfida, con una quota rilevante di pazienti che continua a manifestare attività di malattia. La necessità di opzioni orali ad alta efficacia rimane elevata, particolarmente in pazienti che non tollerano o non rispondono adeguatamente ai trattamenti convenzionali.
Remibrutinib è un inibitore orale altamente selettivo della tirosin-chinasi di Bruton che blocca la via BTK, riducendo l'attivazione delle cellule B e delle cellule immunitarie innate. Questo meccanismo consente di modulare le reti di regolazione immunitaria e ridurre la neuroinfiammazione correlata alla sclerosi multipla. Il farmaco è stato sviluppato su un concetto innovativo che mira a inibire selettivamente i processi infiammatori senza esercitare immunosoppressione generalizzata, un profilo che lo differenzia da altre classi di farmaci immunomodulanti.
Negli studi REMODEL-1 e REMODEL-2 remibrutinib ha raggiunto una riduzione significativa del tasso annualizzato di recidive (ARR) rispetto a teriflunomide, dimostrando superiorità nel controllo dell'attività di malattia a breve termine. Remibrutinib ha anche dimostrato superiorità su tutti gli endpoint secondari, inclusa una riduzione significativa del numero di nuove lesioni infiammatorie cerebrali rilevate da risonanza magnetica e un numero inferiore di lesioni Gd+ T1 per scansione.
Gli studi hanno documentato inoltre riduzioni clinicamente rilevanti della progressione della disabilità rispetto a teriflunomide, con una tendenza favorevole nella progressione confermata a 3 mesi e una significatività nominale nella progressione confermata a 6 mesi, un segnale di efficacia importante in una malattia caratterizzata dal danno progressivo. Remibrutinib ha mostrato un profilo di sicurezza favorevole con una buona tollerabilità e assenza di segnali di tossicità epatica.
L'efficacia dimostrata di remibrutinib nella sclerosi multipla recidivante, in associazione a un profilo di sicurezza favorevole, apre la possibilità di una nuova opzione terapeutica orale per questa indicazione. L'approccio basato su BTK inibitore rappresenta un meccanismo d'azione complementare rispetto alle terapie biologiche convenzionali, offrendo flessibilità nel sequenziamento terapeutico e nella personalizzazione del trattamento.
«La gestione della sclerosi multipla recidivante richiede un approccio che guardi oltre il controllo immediato dell'attività di malattia. La disponibilità di nuove opzioni orali ad alta efficacia può ampliare le possibilità di personalizzare la cura in base al profilo clinico e alle esigenze della persona con SM. In questa prospettiva, i risultati degli studi REMODEL rappresentano un contributo rilevante all'evoluzione delle strategie terapeutiche in questa malattia» afferma Massimo Filippi, Professore Ordinario di Neurologia, Università Vita-Salute; Direttore Unità di Neurologia, Centro SM, IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano.
Novartis presenterà i dati completi di REMODEL-1 e REMODEL-2 come late breaker al congresso MSToronto2026 e prevede di sottoporre il dossier alle autorità regolatorie per l'approvazione dell'EMA, seguita dal percorso di rimborsabilità AIFA per la disponibilità nel SSN.