Clinica
Obesità
26/06/2026

Cambiamenti nella composizione corporea dopo chirurgia bariatrica o terapia con GLP1-RA

A 24 mesi la chirurgia bariatrica riduce quasi del 50% la massa grassa, contro il 18% osservato con terapia farmacologica. I risultati di entrambi i trattamenti

sala operatoria chirurghi

Un recente studio ha confrontato gli effetti della chirurgia bariatrica e della terapia con agonisti del recettore GLP-1 sulla composizione corporea nel corso di due anni di follow-up.

Sempre più evidenze indicano che la composizione corporea, e in particolare il rapporto tra massa magra e massa grassa, costituisca un determinante fondamentale del rischio cardio-metabolico e della mortalità. La massa grassa elevata si associa a un aumento del rischio di mortalità e di eventi cardiovascolari, mentre una maggiore quota di massa magra esercita un effetto protettivo. Nonostante l’efficacia consolidata sia della chirurgia bariatrica sia delle terapie farmacologiche basate su semaglutide e tirzepatide, erano finora limitati i dati longitudinali in grado di confrontare direttamente le modificazioni della composizione corporea ottenute con i due approcci.

L’analisi retrospettiva ha coinvolto complessivamente 3.062 soggetti con obesità. Il gruppo chirurgico comprendeva 1.257 pazienti sottoposti a bypass gastrico o sleeve gastrectomy, mentre il gruppo farmacologico includeva 1.805 pazienti trattati con semaglutide o tirzepatide. La composizione corporea è stata valutata mediante bioimpedenziometria e monitorata fino a 24 mesi dall’inizio del trattamento.

Entrambi gli approcci hanno determinato una riduzione significativa della massa grassa. Tuttavia, l’entità del cambiamento è risultata nettamente superiore nei pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica. In questo gruppo la massa grassa si è ridotta del 42,4% a sei mesi e di circa il 50% a 12 e 24 mesi. Nei soggetti trattati con agonisti GLP-1 la riduzione è stata più graduale, raggiungendo il 17,3% a un anno e il 18% a due anni.

Anche la massa magra è diminuita in entrambi i gruppi, un fenomeno atteso durante il dimagrimento. Tuttavia, la perdita di tessuto magro è risultata proporzionalmente inferiore rispetto alla riduzione della massa grassa. Dopo 24 mesi, il calo della massa magra era pari all’11,7% nel gruppo chirurgico e al 3,3% nel gruppo trattato con GLP-1. Questo dato suggerisce che gran parte della perdita ponderale sia attribuibile alla riduzione del tessuto adiposo piuttosto che della massa muscolare.

Il dato centrale dello studio riguarda il miglioramento del rapporto tra massa magra e massa grassa (FFM/FM), considerato un indicatore sintetico della qualità della composizione corporea. Tale rapporto è aumentato in entrambe le strategie terapeutiche, ma in misura più pronunciata dopo chirurgia bariatrica. A 24 mesi il valore risultava raddoppiato rispetto al basale nei soggetti operati, mentre l’incremento era più contenuto nel gruppo farmacologico. Risultati analoghi sono stati osservati nelle diverse sottopopolazioni analizzate, indipendentemente da sesso, età, BMI iniziale, presenza di diabete o durata della terapia.

Lo studio conferma quindi che sia la chirurgia bariatrica sia gli agonisti del recettore GLP-1 determinano un miglioramento sostanziale della composizione corporea, caratterizzato da una riduzione prevalente della massa grassa e da un incremento del rapporto tra tessuto magro e tessuto adiposo. Sebbene l’approccio chirurgico produca cambiamenti quantitativamente più marcati, entrambi i trattamenti sembrano orientare la perdita di peso verso una riduzione favorevole del compartimento adiposo.

Questi risultati rafforzano l’idea che la valutazione dell’efficacia terapeutica nell’obesità non debba limitarsi al peso corporeo o al BMI. La qualità del dimagrimento, espressa dalle modificazioni della composizione corporea, rappresenta infatti un elemento sempre più rilevante nella stima del beneficio clinico. I dati aprono inoltre prospettive per strategie integrate che combinino terapia farmacologica, interventi nutrizionali mirati e attività fisica di resistenza, con l’obiettivo di massimizzare la preservazione della massa magra durante il percorso di riduzione ponderale.

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