Rispetto al 2017, rimangono stabili i criteri di classificazione degli stadi e la terapia di prima linea. Le principali novità si concentrano sulla precisione del rischio cardiovascolare, sulla precocità dei trattamenti e su target più stringenti per la popolazione
Le nuove linee guida sull'ipertensione arteriosa emanate dalle società americane di Cardiologia aggiornano le precedenti indicazioni del 2017. Se da un lato non si registrano variazioni nella terapia farmacologica di prima linea, incentrata su diuretici tiazidici, calcio-antagonisti diidropiridinici long-acting, ACE-inibitori e sartani, e nella classificazione standard dei livelli pressori, dall'altro il documento introduce sostanziali modifiche strategiche. L'aggiornamento si articola su 10 ambiti clinici e comportamentali volti a migliorare la prevenzione e la gestione della patologia.
La classificazione dei quattro stadi pressori noti viene confermata: la pressione arteriosa (PA) è considerata normale con una PA sistolica (PAS) <120$ mmHg e diastolica (PAD) <80mmHg; aumentata con PAS a 120-129 mmHg e PAD <80mmHg; l'ipertensione di stadio 1 presenta PAS a 130-139 mmHg o PAD a 80-89 mmHg, mentre lo stadio 2 è definito da valori di PAS superiori a 140mmHg o PAD superiore a 90mmHg.
L'evoluzione della gestione clinica si riflette in modo mirato nei seguenti pilastri di aggiornamento:
• Il calcolatore di rischio PREVENT: Per la stima del rischio cardiovascolare (CV) a 10 anni viene adottato il punteggio PREVENT, che sostituisce le pooled cohort equations (PCE). Sviluppato su coorti più ampie, PREVENT è applicabile già dai 30 anni di età, integra la valutazione della funzione renale e stima il rischio di scompenso cardiaco e malattia aterosclerotica. Un punteggio superiore al 7,5% identifica un rischio aumentato.
• Target pressori più ambiziosi: Nei pazienti ipertesi ad alto rischio cardiovascolare, il target raccomandato prevede il raggiungimento di valori di PAS inferiori a 130 mmHg, esortando a scendere sotto i 120 mmHg. Tale obiettivo deve essere confermato da almeno due misurazioni in due visite distinte. Il target per la PAD resta confermato a 80 mmHg.
• Trattamento farmacologico precoce: Nello stadio 1, in assenza di complicanze o alto rischio, si introduce l'indicazione a tentare modifiche dello stile di vita per 3-6 mesi, avviando i farmaci solo se non si raggiunge il target. In presenza di diabete mellito, malattia renale cronica (CKD) o rischio PREVENT maggiore o uguale al 7,5%, la terapia farmacologica viene invece iniziata immediatamente.
• Gestione del diabete e protezione renale: Nei soggetti con diabete e ipertensione, l'uso di ACE-inibitori o sartani viene raccomandato non solo con albuminuria severa, ma in presenza di CKD definita da un eGFR inferiore a 60mL/min o da un rapporto albuminuria/creatininuria (ACR) maggiore di 30mg/g. Il trattamento va considerato anche in casi di albuminuria lieve per rallentare il danno renale.
• Politerapia ed esami standard: Nello stadio 2 viene fortemente raccomandato il ricorso ad associazioni farmacologiche pre-costituite (in un'unica compressa), dimostratesi superiori nel garantire l'aderenza terapeutica e nel ridurre gli eventi CV e la mortalità totale. Sul piano laboratoristico, il rapporto ACR entra negli esami standard per lo screening della CKD. Viene inoltre ampliato lo screening dell'iperaldosteronismo primitivo tramite rapporto aldosterone/renina, eseguibile mantenendo la maggior parte delle terapie anti-ipertensive in corso (con l'esclusione degli antagonisti dei mineralcorticoidi).
• Prevenzione della demenza ed evoluzione degli stili di vita: Il mantenimento di una PAS<130mmHg viene indicato come raccomandazione specifica per contrastare il declino cognitivo e la demenza. In ottica di prevenzione generale, le linee guida promuovono un apporto giornaliero di sodio inferiore a 2300 mg (preferibilmente<1500$ mg) e caldeggiano l'uso di sostituti del sale a base di potassio per l'intera popolazione. Sul fronte del calo ponderale in soggetti con sovrappeso o obesità, viene fissato l'obiettivo di una riduzione del peso superiore al 5% o del BMI superiore a 3kg/m2, menzionando per la prima volta l'efficacia terapeutica degli agonisti del recettore GLP-1 anche sulla riduzione pressoria. Infine, per l'apporto di alcol viene raccomandata l'astensione totale a livello globale.
I risultati e le indicazioni espressi in questo aggiornamento consolidano il principio di un intervento terapeutico e comportamentale più tempestivo e personalizzato. L'ottimizzazione degli strumenti di stratificazione del rischio e l'introduzione di target più stringenti riflettono la necessità di prevenire in modo integrato il danno d'organo renale, l'insorgenza di eventi cardiovascolari maggiori e il deterioramento cognitivo. Il focus si sposta così su una gestione proattiva, dove la continuità terapeutica tramite associazioni pre-costituite e il counseling mirato a stili di vita più rigorosi diventano determinanti diretti della salute a lungo termine del paziente.