La preoccupazione eccessiva per la propria pelle e la ricerca ossessiva della pelle perfetta, molto diffuse tra i giovanissimi e rinforzate culturalmente dalla medicalizzazione della bellezza e dalla crescita del mercato dei prodotti cosmeceutici, espongono al rischio di utilizzare prodotti non adatti all'età, di seguire routine eccessive e di sviluppare un rapporto problematico con la propria immagine. Il fenomeno emergente è stato definito cosmeticorexia o dermorexia ed è al centro di un editoriale pubblicato sulla rivista Dermatology and Therapy da ricercatori dell'Università Statale di Milano e dell'Istituto Superiore di Sanità.
La tendenza alla cosmeticorexia è alimentata dalla crescente medicalizzazione della bellezza, dall'espansione del mercato dei cosmeceutici, cioè prodotti ibridi tra cosmetici e farmaci contenenti principi attivi ad alte concentrazioni, e dai social media, che premiano contenuti basati su routine di skincare e rappresentazioni di sé fortemente centrate sull'aspetto fisico.
I social media hanno contribuito a diffondere il fenomeno, spesso senza evidenziarne i possibili rischi per la pelle, come dermatiti da contatto e reazioni allergiche, e per la salute mentale, compreso il rischio di sviluppare forme di dismorfismo corporeo. Secondo gli autori, segnali emergenti indicano che l'esposizione e l'adozione di queste pratiche avvengono a età sempre più precoci, con possibili conseguenze quali dermatiti irritative e allergiche da contatto, alterazioni della barriera cutanea e il rafforzamento di modalità disfunzionali di controllo dell'aspetto fisico e di comportamenti compulsivi di cura della pelle.
“La cosmeticorexia interessa soprattutto le fasce pre-adolescenziali, come emerso a livello internazionale con il caso dei cosiddetti “Sephora kids”: una tendenza virale che coinvolge principalmente la Generazione Alpha (all'incirca dagli 8 ai 14 anni) - ma non solo - ossessionata da prodotti per la cura della pelle e il trucco di alta gamma, destinati agli adulti” - commenta Giovanni Damiani dermatologo e direttore del Centro di medicina di precisione ed infiammazione cronica dell’Università Statale di Milano - “Tali cosmetici hanno un costo spesso rilevante che grava sulle famiglie, soventemente ignare del pericolo sotteso dal cosmetico che stravolgendo l’aspetto del viso del figlio ne distorce la rappresentazione interna. In altre parole, il cosmetico rende sempre uguale ed imperturbabile un viso di un adolescente che naturalmente cambia giornalmente e cresce fino ad acquisire un aspetto adulto. Ecco il cosmetico applicato eccessivamente rompe proprio questa evoluzione percepita”.
“Sebbene la cosmeticorexia non sia riconosciuta come diagnosi formale negli attuali sistemi di classificazione, essa potrebbe rappresentare un disturbo mentale nello spettro del dismorfismo corporeo clinicamente rilevante, meritevole di una definizione operativa, strumenti di valutazione standardizzati e un monitoraggio epidemiologico, attraverso un approccio interdisciplinare” concludono i ricercatori.
Fonte:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41793594/