Un finanziamento da 18 milioni di euro in cinque anni per accelerare la ricerca su una potenziale cura per il diabete di tipo 1 attraverso le terapie cellulari. È l’obiettivo del bando lanciato dall’Innovative Health Initiative (IHI), partnership pubblico-privata tra Unione Europea e industria delle Life Sciences, che prevede un investimento totale di 120 milioni su diversi ambiti di ricerca sanitaria. La quota destinata specificamente al diabete tipo 1 è la più alta mai allocata in Europa su questo tema.
La Fondazione Italiana Diabete (Fid) è l’unico partner italiano del progetto, al fianco di realtà internazionali come Breakthrough T1D, Fundación Diabetes Cero e aziende come Eli Lilly e Novo Nordisk. Il bando, aperto fino al 9 ottobre, è rivolto a consorzi di ricercatori europei attivi nello sviluppo di terapie cellulari, come il trapianto di isole pancreatiche o l’impiego di cellule staminali, con l’obiettivo di ripristinare la produzione naturale di insulina.
“Nonostante i progressi tecnologici, il mantenimento stabile della glicemia resta una sfida quotidiana per i pazienti, con ripercussioni sulla salute mentale, sul lavoro e sulla qualità di vita”, ha dichiarato Federico Bertuzzi, membro del comitato scientifico di Fid. “La terapia sostitutiva delle cellule beta è una delle strade più promettenti, ma richiede fonti cellulari affidabili, processi produttivi ottimizzati e una rete europea di centri specializzati”.
L’iniziativa IHI intende agire su più livelli – scientifico, regolatorio e istituzionale – per superare le barriere che finora hanno rallentato l’adozione clinica di queste terapie. “È fondamentale che scienziati, istituzioni, aziende e pazienti lavorino insieme – ha aggiunto Nicola Zeni, presidente di Fid – e la Call 11 di IHI rappresenta un’opportunità concreta per accelerare l’integrazione di queste cure nella pratica clinica”.
Fid, oltre al sostegno economico, contribuirà con attività di advocacy, comunicazione e coinvolgimento della comunità dei pazienti. “La voce delle persone con diabete sarà parte attiva del progetto – ha sottolineato Francesca Ulivi, direttore generale Fid – per assicurare che le reali prospettive della ricerca siano comprese, condivise e portate all’attenzione del mondo scientifico e delle istituzioni”.