dic72011
Nascite pretermine: i fattori di rischio delle madri italiane
Per identificare i fattori di rischio materni di nascita pretermine spontanea nella popolazione italiana, è stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo. Sono emersi quali fattori critici: un Bmi >25, lo svolgimento di lavori pesanti, una recente storia riproduttiva
Nei Paesi industrializzati l'incidenza delle nascite pretermine è in rapida crescita, essendo correlato all'invecchiamento dell'età delle madri e all'introduzione di fattori di rischio legati a nuovi stili di vita. In Italia questo problema interessa circa il 6-7% di tutte le nascite. Tra gli elementi predisponenti nella madre si sono individuati elementi etnici, condizioni psicologiche e fisiche, malattie croniche. Ma si è notato che esistono aspetti peculiari nell'ambito delle varie popolazioni. Per questo motivo Gian Carlo Di Rienzo, dell'università di Perugia, e colleghi dell'Italian preterm network study group, hanno svolto una ricerca allo scopo di identificare i fattori di rischio materni di nascita pretermine spontanea specifici per la situazione italiana.
Da Nord a Sud coinvolte 9 cliniche ostetriche universitarie
È stato condotto uno studio multicentrico, osservazionale e retrospettivo su 7.634 donne ricoverate presso 9 differenti cliniche ostetriche universitarie omogeneamente distribuite lungo il territorio nazionale (4 al Nord: Milano, Modena, Torino, Trieste; 3 al Centro: Ancona, Perugia, Siena; 2 al Sud: Catania, Foggia). Come criterio di inclusione si sono considerate le donne con parto vaginale a termine o pretermine in modo spontaneo (esclusi dunque i parti cesarei). Il periodo di raccolta dati è iniziato nell'aprile del 2008 ed è terminato nel dicembre dello stesso anno. Tramite regressione logistica multivariata si sono quindi identificati i fattori predittivi indipendenti di nascita pretermine.
Decisivi Bmi >25, lavori pesanti e recente storia riproduttiva
Un aumento significativo di rischio si è notato nelle donne con indice di massa corporea (Bmi) >25 (odds ratio, Or: 1,662) e nelle madri impiegate in lavori pesanti (Or: 1,947). Inoltre è emersa un'associazione significativa tra nascita pretermine e recente storia riproduttiva. In particolare, l'anamnesi positiva per un pregresso aborto, spontaneo o provocato (Or: 1,954), o per un precedente parto cesareo (Or: 2,904) è apparsa correlata positivamente a un maggiore rischio di nascita pretermine; inoltre, un'ulteriore, importante associazione statisticamente significativa si è rilevata anche con l'esistenza di pregresse nascite pretermine (Or: 3,412). Il fatto che in questo studio non risulti tra i fattori di rischio la fecondazione in vitro si spiega con il trend nazionale di ricorrere, in caso di nascita non a termine, al parto cesareo (fuori protocollo). Tutte le altre variabili esaminate non si sono dimostrate significative.
Auspicati studi analoghi da effettuare su altre popolazioni
Questa ricerca ha dimostrato che nella popolazione italiana esistono alcuni peculiari fattori di rischio di parto pretermine spontaneo. Secondo gli autori, attraverso studi descrittivi analoghi si possono ottenere utili dati fortemente correlati ai vari Paesi. In questo modo risulta più agevole individuare e trattare le donne ad alto rischio: per esempio, in Italia, il 75% delle donne gravide è di origine caucasica e il 25% è di etnia mista.
Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol, 2011; 159(2):342-6