Il successo dell'artroscopia dell'anca non si limita al gesto tecnico intra-operatorio. Il recupero funzionale richiede una riabilitazione progressiva, coerente con le procedure eseguite e con il profilo del paziente. Una femoroplastica isolata, una riparazione labrale, un trattamento della cartilagine o una plicatura capsulare implicano vincoli biologici diversi in termini di carico, mobilità e rinforzo: non esiste un protocollo unico applicabile a tutti. Per questo il programma riabilitativo dovrebbe essere condiviso tra chirurgo, fisioterapista e paziente già prima dell'intervento, come parte integrante della pianificazione terapeutica.
Nelle prime settimane l'obiettivo è controllare dolore e infiammazione, proteggere il labbro e la capsula in fase di guarigione, recuperare un pattern di deambulazione efficace ed evitare l'insorgenza di rigidità. Nella fase intermedia il focus si sposta su mobilità attiva, rinforzo di flessori, estensori, abduttori e rotatori dell'anca, controllo lombo-pelvico e qualità globale del movimento. La fase avanzata affronta i gesti sport-specifici: corsa, cambi di direzione, salti, rotazioni, contatto fisico o posizioni estreme, modulati in funzione della disciplina praticata.
Il ritorno allo sport non dovrebbe essere definito esclusivamente dal tempo trascorso dall'intervento. I criteri più rilevanti includono l'assenza di dolore significativo sotto carico, la simmetria di forza rispetto all'arto controlaterale, il controllo neuromuscolare, la qualità dei test funzionali e la fiducia soggettiva del paziente nel proprio arto. In molti atleti la pressione verso un rientro precoce è forte; tuttavia, tornare in campo su un'anca ancora debole o reattiva favorisce compensi motori, dolore persistente e riduzione della performance nel medio termine.
La letteratura riporta buoni tassi di ritorno allo sport nei pazienti selezionati, ma il dato va letto con attenzione critica: "return to sport" può significare riprendere un'attività fisica qualsiasi, tornare allo stesso livello competitivo o recuperare la stessa performance pre-infortunio. Sono obiettivi profondamente diversi, con traiettorie temporali e criteri di valutazione distinti. Il messaggio pratico è che la riabilitazione non è un accessorio post-chirurgico, ma una componente essenziale del trattamento. La chirurgia corregge la meccanica; la riabilitazione ha il compito di trasformare quella correzione in una funzione stabile, efficiente e sport-specifica.
Riferimenti bibliografici
1. Kaplan DJ, et al. Use and effectiveness of physical therapy after hip arthroscopy for femoroacetabular impingement. PMID: 37259956.
2. Sansone M, Ahldén M, Jonasson P, et al. Good results after hip arthroscopy for femoroacetabular impingement in top-level athletes. Orthop J Sports Med. 2015;3(2):2325967115569691. PMID: 26535379.
3. Shapira J, Owens JS, Bheem R, et al. Outcomes among athletes versus nonathletes after arthroscopic management of femoroacetabular impingement. Orthopedics. 2022. PMID: 35858127.
Cerulli Simona
UOC Traumatologia dello Sport e Chirugia Articolare, Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento, Ortopediche e Reumatologiche, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma.
Pereira Ruiz Maria Teresa
Clinica Montallegro di Genova, Genova Italia