Investire con decisione su vaccinazione anti-HPV e screening oncologico per rendere l’eliminazione del tumore cervicale un traguardo concreto e non più utopico. È l’appello rilanciato dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), in occasione della Giornata di sensibilizzazione per l’eliminazione del tumore della cervice uterina. “L’HPV è responsabile del 100% dei tumori della cervice uterina e di una parte significativa dei tumori dell’ano, della vulva, del pene e dell’orofaringe – ricorda il presidente SItI Enrico Di Rosa –. Prevenire è possibile solo con strategie integrate di vaccinazione e screening, e con un impegno costante nel colmare i ritardi nelle coperture vaccinali”.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato per il 2030 tre obiettivi chiave: vaccinare contro l’HPV il 90% delle ragazze entro i 15 anni, garantire uno screening di qualità ad almeno il 70% delle donne entro i 35 e i 45 anni, e assicurare trattamenti tempestivi al 90% di chi presenta lesioni precancerose o tumorali. In Europa il piano contro il cancro ha già innalzato il target di copertura dello screening al 90%. L’Italia, in linea con il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025, ha introdotto la vaccinazione universale contro l’HPV, ma le coperture restano lontane dagli standard raccomandati. “Vaccinare anche i ragazzi – sottolinea Di Rosa – significa interrompere più rapidamente la circolazione del virus, proteggere anche gli uomini dai tumori HPV-correlati e garantire equità nella prevenzione”. Gli esempi internazionali confermano l’efficacia della strategia: in Australia, dove le coperture vaccinali sono altissime, le lesioni precancerose sono quasi scomparse, e il Paese è vicino all’eliminazione del tumore cervicale; in Scozia, le lesioni CIN3 nelle giovani donne vaccinate sono praticamente azzerate.
Per la SItI serve ora un’azione coordinata su più fronti: aumento delle coperture vaccinali, piani di recupero per i non vaccinati, potenziamento e capillarità dello screening cervicale, percorsi diagnostici e terapeutici rapidi, comunicazione scientifica chiara e contrasto alla disinformazione. Un modello di lavoro arriva dalla Carta di Loreto, promossa dalla sezione Marche della SItI, che propone un approccio integrato tra operatori sanitari, istituzioni e scuole, con attività strutturate di recall e reminder, comunicazione basata su evidenze e coinvolgimento delle agenzie educative. “L’eliminazione del tumore della cervice uterina non è un’utopia, ma un obiettivo raggiungibile – conclude Di Rosa –. Dove si vaccina e si fa screening di qualità, la malattia crolla rapidamente. Proteggere oggi significa salvare vite domani”.