Medicina e ricerca
Normativa
11/05/2024

Retinolo, arbutina, acido Kojico e alcuni isoflavoni: nuovi limiti di utilizzo nei cosmetici

Il retinolo e i suoi derivati, vengono utilizzati in diversi prodotti per la cura della pelle, come agenti condizionanti. Poiché la vitamina A, in forma di retinolo, è presente naturalmente anche nel pesce, nelle uova, nei latticini e in altri alimenti, siamo esposti ad essa non solo dai attraverso i cosmetici ma anche da altre fonti, principalmente dal cibo e dagli integratori alimentari. Si è reso così necessario indicare dei limiti massimi di sicurezza per l’uso della vitamina A nei prodotti cosmetici.

RETINOLO, ARBUTINA,ACIDO KOJICO

Con la pubblicazione del Regolamento UE 2024/996 sono stati resi noti i limiti d’utilizzo di alcune sostanze, in aggiunta all’elenco già presente negli allegati del Regolamento del 2009/1223. In particolare le nuove regolamentazioni riguardano i seguenti punti in elenco:

  • divieto del 4-metilbenzilidene canfora (4-MBC) e conseguente cancellazione della relativa voce nell'allegato VI (elenco dei filtri UV);
  • restrizioni per genisteina (fino allo 0,007%), daidzeina (fino allo 0,02%), acido Kojico (solo nei prodotti per il viso e le mani fino all'1%), alfa-arbutina (fino al 2% nelle creme per il viso e allo 0,5% nella lozione per il corpo), arbutina (fino al 7% nella crema per il viso) e retinolo, retinyl acetate e retinyl palmitate

Nel suo parere dell'ottobre 2022, il Scientific Committee on Consumer Safety (SCCS) ha confermato che l'esposizione complessiva dei consumatori alla vitamina A potrebbe superare il limite massimo stabilito dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), sebbene il contributo dei cosmetici sia inferiore rispetto ad altre fonti.

Inolte, SCCS ha individuato limiti massimi di sicurezza per l’uso della vitamina A nei prodotti cosmetici. Di conseguenza, la Commissione Europea li ha recepiti nella nuova bozza di regolamento. Le restrizioni riguardano le seguenti forme di vitamina A: retinolo, retinil acetato e retinil palmitato.

Secondo il progetto di regolamento, tali sostanze potranno essere utilizzate fino a una concentrazione massima dello 0,05% di equivalente del retinolo (RE) nella lozione per il corpo e fino allo 0,3% di RE in altri cosmetici. L’etichetta di tali prodotti dovrà includere anche la dicitura “Contiene vitamina A. Tenere presente l’assunzione giornaliera complessiva prima di farne uso”.

Ulteriori limitazioni nell'Allegato V per i conservanti Triclocarban e Triclosan:

  • il triclocarban sarà ammesso in tutti i prodotti cosmetici, ad eccezione dei collutori, fino ad una concentrazione massima dello 0,2%;
  • il triclosan sarà vietato nei collutori;
  • inoltre, i dentifrici con Triclocarban dovranno riportare l'avvertenza "Non usare per bambini sotto i 6 anni di età" e per Triclosan "Non usare per bambini sotto i 3 anni di età" poiché tali sostanze non possono essere utilizzate nei dentifrici per bambini.

Al di là dei limiti imposti dalla legge, è importante individuare la fonte delle sostanze limitate.

Per quanto riguarda il 4-metilbenzilidene canfora, Triclosan e triclocarban, oltre che alfa arbutina, retinolo e acido Kojico, non vi sono dubbi che la fonte di queste sostanze nei cosmetici sia limitata all’utilizzo volontario. Diversamente, per le sostanze di origine naturale come arbutina, genisteina, daidzeina non è scontato che vengano aggiunte intenzionalmente, ma possano derivare da estratti presenti nei prodotti cosmetici.

Genisteina e daizeina sono isoflavoni classicamente presenti nella soja. La struttura chimica di queste sostanze è molto simile agli estrogeni naturali e pertanto sono considerate interferenti endocrini. Le loro proprietà sono alla base degli integratori per contrastare i sintomi della menopausa a base di soja, trifoglio rosso e altre piante con le stesse caratteristiche. L’arbutina (o beta-arbutina) è presente in natura nell’Arbutus Unedo, nell’Uva Ursina e nei mirtilli rossi, gelso, pere, grano caffè e tè.

In conclusione, sembra che l’orientamento europeo sia rivolto ad un miglior profilo di sicurezza dei prodotti, con una particolare attenzione per le sostanze naturali che sono sempre state considerate sicure, ma possono nascondere insidie dovute ai costituenti.

I costituenti chimici, infatti, sono numerosi nelle sostanze di origine vegetale e possono annoverare, tra le altre, sostanze irritanti, sensibilizzanti, allergizzanti e così via.

Per chi formula cosmetici e ne esegue la valutazione di sicurezza oggi è dirimente conoscere il profilo dei costituenti chimici dei vegetali per poter prevenire meglio reazioni collaterali ai danni dei consumatori e per poter effettivamente creare prodotti conformi alle normative vigenti.


A cura di Barbara Catozzi

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