Medicina e ricerca
Attualità
13/04/2024

Talco: Cosmetica Italia rassicura i consumatori sulla sicurezza di utilizzo

Il talco è un composto di origine minerale, estratto dai depositi della roccia e spesso in natura può trovarsi contaminato con l’amianto, noto per essere un agente cancerogeno. Per questo, se non si scelgono opportunamente le fonti di provenienza e non viene adeguatamente purificato, la sua presenza nei prodotti cosmetici può essere considerata un rischio.

talco2

Nel recente passato, casi emblematici di azioni legali negli Stati Uniti contro colossi storici di produzione e commercializzazione di talco per bambini hanno generato diffidenza tra i consumatori, ritenendo l’ingrediente utilizzato nei cosmetici come tossico . Questo diffuso timore è presente ancora oggi e ha spinto Cosmetica Italia - Associazione nazionale imprese cosmetiche – a rassicurare i consumatori a margine di alcuni messaggi veicolati nel corso della trasmissione “Indovina chi viene a cena” (RAI 3) Domenica 17 marzo u.s. 

I contenuti proposti hanno ripercorso diversi aspetti legati all’argomento, distinguendo in particolare tra talco contaminato da amianto e talco puro. Se da un lato, nel corso della trasmissione, è stato chiarito l’elemento di pericolosità legato al talco contaminato da amianto, e perciò vietato, dall’altro sono stati sollevati interrogativi rispetto alla sicurezza anche del talco puro, quindi non contaminato da amianto. Considerato l’utilizzo di quest’ultimo ingrediente in diversi cosmetici di utilizzo quotidiano (cipria per il corpo, cipria, ombretto, fard, deodorante in polvere e aerosol di polveri), Cosmetica Italia ritiene fondamentale segnalare alcuni messaggi a favore della corretta comunicazione e informazione al consumatore, ricordando innanzitutto in che modo viene garantita la sicurezza dei cosmetici immessi sul mercato europeo. Questi devono rispettare il Regolamento europeo 1223/2009 che garantisce la sicurezza dei prodotti e tutela la salute dei consumatori. Si tratta di una delle normative più severe a livello mondiale, in particolare, l’art. 3 stabilisce che qualsiasi prodotto messo a disposizione sul mercato, se usato in condizioni normali o ragionevolmente prevedibili, è sicuro per la salute umana. Per poter essere commercializzati, tutti i cosmetici devono essere conformi alle disposizioni previste dal Regolamento europeo, sotto la responsabilità di una Persona Responsabile, che deve affidare ad un esperto qualificato, chiamato Valutatore della Sicurezza, la valutazione della sicurezza di ogni prodotto per tutelare la salute dei consumatori. A questo scopo il Valutatore ha il compito di raccogliere tutti i dati tossicologici delle materie prime che costituiscono il prodotto. Questa valutazione considera la sicurezza del prodotto finito, così come quella di ciascun ingrediente impiegato, come e dove il prodotto è usato, da chi e quanto spesso. Queste norme riguardano tutti i cosmetici, anche quelli che contengono il talco come ingrediente e che, proprio perché rispettano tutte le restrizioni e i controlli previsti dal Regolamento europeo, sono sicuri. Nella filiera del prodotto cosmetico il talco viene controllato dai fornitori di materie prime per verificare l’assenza di asbesto o altri materiali in forma fibrosa. La materia prima viene analizzata qualitativamente e quantitativamente sia dai fornitori della sostanza che dai produttori del prodotto finito per verificare l’assenza di asbesto. Infatti, le potenziali impurezze legate alla materia prima talco sono note all’industria cosmetica e quindi costantemente controllate per tutelare la salute del consumatore, pilastro fondante del settore assieme alla sicurezza del prodotto.

Va inoltre sottolineato come la comunità scientifica non si sia mai espressa in maniera univoca e definitiva in merito ad una possibile correlazione di causa–effetto tra l’utilizzo di talco e l’insorgenza forme tumorali. Al contrario si possono citare alcuni autorevoli pareri che vanno in direzione opposta.

Rispetto ai dubbi sollevati negli anni in riferimento alla possibile correlazione tra utilizzo di talco e cancro ovarico si è espressa anche l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro1. "Nei principali studi non vi è una correlazione tra uso di talco e aumento del rischio. Un piccolo aumento del rischio è emerso in studi retrospettivi, in cui i dati raccolti erano basati sui ricordi delle persone intervistate e quindi meno affidabili rispetto a studi sperimentali. Inoltre “in nessuno studio è stata notata una relazione tra uso di talco a livello inguinale (o addirittura all'interno della vagina) e aumento del rischio, né è stata individuata una relazione tra frequenza e/o durata del consumo di talco e possibilità di sviluppare la malattia (una relazione invece quasi sempre esistente nel caso dei carcinogeni)”.

Anche in merito alla correlazione tra uso del talco e insorgenza di patologie respiratorie, sempre l’AIRC fornisce un ulteriore elemento di rassicurazione. “Il talco viene infatti impiegato anche in una procedura medica, chiamata pleurodesi, per curare alcuni disturbi respiratori: in quel caso polvere sterile di talco viene distribuita direttamente sul rivestimento dei polmoni, e la procedura non sembra avere mai comportato un aumento di rischio di cancro del polmone”2.

 La trasmissione ha inoltre evidenziato la proposta avanzata dalle autorità olandesi di classificare il talco come CMR23. Tuttavia, anche a questo proposito, Cosmetica Italia vuole fare chiarezza. Gli studi alla base di questa proposta, infatti, risultano non attendibili e con limiti evidenziati dagli stessi autori. La proposta olandese si basa essenzialmente su uno studio condotto da un autorevole ente degli Stati Uniti, ma soffre di un vizio di sostanza. Tale studio, piuttosto datato, è basato su un protocollo che alcuni anni dopo è stato invalidato dagli stessi autori, poiché produceva dei "falsi positivi” nella valutazione della cancerogenicità, inducendo quindi a pensare che la sostanza testata, nella fattispecie il talco, fosse erroneamente considerata carcinogenica.

Fonti:

1 L'uso di talco aumenta il rischio di cancro dell’ovaio? (airc.it)

2 vedi sopra

3 Le sostanze CMR sono classificate allo stato puro (non diluito), in base a tre categorie di effetti: CMR1A (effetti accertati), CMR1B (effetti presunti), CMR2 (effetti sospettati)


Coordinatrice editoriale Cosmetica33

Marisa Ascioti - Farmacista e Founder Associazione Italiana Informatori Cosmetici Qualificati

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