In un contesto in cui la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale è messa alla prova da nuove sfide –“Il coinvolgimento di professioni che operano nella prevenzione e nel benessere è ormai ineludibile – sottolinea Anna Rita Fioroni, Presidente di Confcommercio Professioni – ma è fondamentale che questi professionisti siano riconoscibili in qualità e qualificazione. Le nostre Associazioni si impegnano ogni giorno per costruire standard, competenze e percorsi professionali a tutela dei cittadini”.
L’iniziativa si è rivelata un importante momento di ascolto e di confronto tra istituzioni, e professionisti, confermando il ruolo centrale delle professioni associative che operano nei settori della salute e benessere nel disegno di una sanità sempre più accessibile, moderna e orientata alla persona.
L’evento ha visto la partecipazioni di rappresentanti istituzionali quali :
On. Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato alla Salute
On. Ugo Cappellacci, Presidente XII Commissione (Affari Sociali), Camera dei deputati
On. Marta Schifone, componente XII Commissione (Affari Sociali), Camera dei deputati ;
On. Marco Furfaro, componente della XII Commissione (Affari Sociali), Camera dei deputati;
Il valore delle professioni non ordinistiche nella prevenzione
Numerose le Associazioni che ‘’orbitano’’ attorno al mondo della Salute e che possono dare un contributo concreto in ambito di Prevenzione e Benessere. Professionisti che non godono di Albi e Ordini Professionali specifici di appartenenza ma che proprio tramite le Associazioni, iscritte al Registro del MIMIT (l. 4/2013) e aderenti a Confcommercio Professioni hanno potuto presentare nel dettaglio i profili professionali e le loro attività, importanti per supportare il SSN: odontotecnici, ottici, optometristi, erboristi, chinesiologi, professionisti del design, maestri di discipline fisiche, e professionisti che operano nel settore della Dermocosmesi.
Di questi ultimi, rappresentati da all’Associazione Italiana Informatori Cosmetici Qualificati (AIICQ), dato il nostro contesto di informazione, ci fa piacere sottolineare l’importanza del supporto che attraverso la cosmetica può scaturirne per la Prevenzione ed il Benessere. Proprio nell’ambito del convegno in cui gli Informatori Cosmetici Qualificati - professionisti formati in ambiti multidisciplinari della Scienza, Socio-Culturali e della Comunicazione - sono stati presentati si può datare un’evoluzione che restituisce attenzione autorevole ad un settore spesso sminuito, ‘’malinteso’’ e considerato di edonistico appannaggio dell’universo femminile. Questo cambio di passo apre le porte anche all’ascolto e all’attenzione alla Cosmesi - come ambito importante per la nostra Salute - delle istituzioni . Un passaggio determinante per dare valore a professionisti che possono impegnarsi sia in ambito di informazione per operatori sanitari che in comunicazione per trasmettere le corrette indicazioni all’utilizzo dell’intera produzione cosmetica internazionale.
La figura dell’informatore cosmetico qualificato
Per meglio identificarli, infatti, rappresentano sul mercato un po' l’alter ego degli informatori del farmaco e non solo: una professione che mancava per divulgare e consigliare ingredienti e formulazioni con competenza ed efficacia di risultati. Le skill principali di questi professionisti possono essere spese sia nel B2B, nell’ambito commerciale, dell’informazione scientifica, nel B2C, di comunicazione anche social, nel retail, - in particolare, molti sono farmacisti o lavorano in supporto ad essi al reparto dermocosmetico delle farmacie.
Gli Informatori Cosmetici Qualificati rappresentano, quindi, un valido e concreto aiuto ai professionisti e agli operatori sanitari per praticare prevenzione corretta possibilmente tramite non uso di farmaci ma di cosmetici sia in età adulta che nei giovanissimi, monitorandone compliance ed efficacia di trattamenti, spesso prescritti in associazione al farmaco, consentendo, ad adiuvandum, un innegabile sostegno al SSN con notevoli risparmi a carattere economico nella spesa pubblica.
Cosmetici, salute pubblica e cultura del benessere
L’utilizzo di prodotti cosmetici è un bisogno transgenerazionale che intercetta necessità sociali di grande impatto sul benessere e, di conseguenza, grandi ricadute sul miglioramento della qualità della vita o anche problemi da prevenire, trattare e oggi anche monitorare. Fenomeni dilaganti e preoccupanti come l’utilizzo non idoneo di sostanze su cute giovane che, potenzialmente, possono determinare lesioni permanenti (cosmeticoressia) possono essere gestiti da una comunicazione corretta. Gli Informatori Cosmetici, formati per offrirla, hanno anche un ruolo sociale importante oggi, epoca in cui l’attenzione al Benessere è un valore culturale per la società che invecchia e per le giovani generazioni e in cui il prodotto cosmetico acquista sempre più la connotazione di prodotto per la Salute, ausilio importante per la Prevenzione, intesa come approccio sano al Benessere. Qualità, Sicurezza, Verità i driver d’acquisto più diffusi: oggi siamo, infatti, tutti a volerne sapere di più su ingredienti, funzionalità, formulazioni, applicazioni, interazioni, e non soltanto come persone che utilizziamo quotidianamente i prodotti cosmetici, ma anche da professionisti della salute. Molte le figure professionali dell’area Salute, come dermatologi, chirurghi plastici, farmacisti, pediatri, medici estetici, geriatri, ginecologi, oncologi e medici di famiglia, che si avvicinano alla Cosmetologia per conoscere e apprezzare le formulazioni cosmetiche utili da integrare nella prescrizione al paziente, spesso anche in associazione ai farmaci. Medicina, Clinica e Cosmetica sono ambiti sempre più ravvicinati, quindi. Prodotti cosmetici per la protezione solare, in USA sono considerati OTC, in Europa sono registrati come prodotti cosmetici ma l’utilizzo è identico: questo per dire che possono considerarsi prodotti per la Salute in quanto efficaci nella prevenzione del melanoma. Anche sostanze funzionali per il mantenimento idrolipidico della barriera cutanea, contenute nei cosmetici, possono rispondere in modo efficace a lenire dermatiti e lesioni cutanee irritative di vario tipo, prima del ricorso alla terapia farmacologica.
Cosmesi e sanità: una collaborazione da valorizzare
Numerosi inestetismi e lesioni cutanee possono essere trattati in modo preventivo e insieme ad altre pratiche – esercizio fisico, nutrizione, supporto psicologico – possono essere protagonisti importanti in ambito di programmi di un SSN che orienta il supporto più verso la prevenzione anziché sulla cura. Di pochi giorni fa l’approvazione in Parlamento del disegno di legge sull’Obesità, patologia multifattoriale, in cui anche la cosmetica può avere il suo valore, topico, per migliorare la condizione del paziente. Il 5 maggio u.s. la WHO ha riproposto il World Hand Hygiene Day, come ‘’one of the most important measures to protect patients and health workers in healthcare’’…il sapone è un cosmetico!
L’Informatore Cosmetico Qualificato può essere di supporto ad operatori sanitari ma è anche in grado di impegnarsi nella comunicazione sociale poiché competente delle ricadute importanti sia positive che negative del corretto utilizzo dei cosmetici.
Queste le linee guida evidenziate dall’AIICQ per valorizzare il ruolo degli Informatori Cosmetici Qualificati, al Convegno Sanità, promosso da ConfCommercio Professioni di cui riportiamo le conclusioni affidate alla Presidente Annarita Fioroni.
"Abbiamo organizzato questo evento in condivisione con le associazioni che in Confcommercio Professioni rappresentano a vario titolo le professioni che sono coinvolte nel settore della salute e del benessere. E tutte insieme, pur chiedendo riconoscimenti specifici e diversificati, hanno trovato una linea comune: il fatto che per la gran parte agiscono per la prevenzione e quindi il decongestionamento delle strutture sanitarie e l'efficientamento del Servizio sanitario nazionale. Ne abbiamo parlato e abbiamo detto che occorre una legislazione coerente, che possa valorizzare le professionalità distinte senza andare a creare sovrapposizioni tra queste, in particolare le sanitarie e le non sanitarie, pensando alla collaborazione e all'integrazione per un 'offerta multidisciplinare che punta alla salute della popolazione e al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale. Occorre agire, è stato evidenziato, "sulla prevenzione, seguendo il principio secondo cui "è meglio (e costa meno) prevenire che curare (a costi più elevati)".
Ciò significa agire sugli stili di vita e sulle diagnosi precoci in cui anche il cosmetico ha un ruolo importante.