L'app permette agli utenti di scansionare i codici a barre dei prodotti e ricevere immediatamente una valutazione basata su un sistema di punteggio che considera gli ingredienti e potenziali rischi per la salute. Tuttavia, mentre a prima vista questi possono sembrare un utile strumento di orientamento per i consumatori, ci sono diversi motivi per cui i medici non dovrebbero consigliare questa app per valutare i prodotti cosmetici.
1. Semplificazione eccessiva delle informazioni
Innanzitutto, bisogna tenere in considerazione che queste app vengono sviluppate spesso non sotto il cappello di scienziati esperti in safety assessment dei prodotti, cioè di valutazione sicurezza dei prodotti.
Per i cosmetici però la valutazione di sicurezza è obbligatoria prima dell’immissione in commercio.
La valutazione sicurezza tiene conto certamente delle caratteristiche tossicologiche delle sostanza tout court, ma la tossicità va rapportata alla concentrazione della sostanza in formula, alla capacità della sostanza di penetrare la pelle, alla quantità di prodotto che si applica e anche al tipo di consumatore target (si pensi ad es. a fasce di consumatori la cui pelle è più permeabile: bambini, anziani xerotici etc).
In sostanza uno dei principali problemi delle APP è che semplificano eccessivamente la valutazione dei prodotti cosmetici. Essi, infatti, vengono classificati in base a un punteggio numerico che non tiene conto delle complessità della composizione chimica e delle interazioni tra gli ingredienti. Per esempio, l’app potrebbe segnalare un prodotto come "pericoloso" solo perché contiene un ingrediente controverso, senza considerare la concentrazione utilizzata. In dermatologia, la tossicità di un ingrediente non dipende solo dalla sua presenza, ma anche dalla dose e dal modo in cui viene formulato.
Molti ingredienti, se usati in concentrazioni sicure e regolamentate, non presentano alcun rischio per la salute umana. La valutazione delle App non considera queste sfumature, potendo quindi portare a conclusioni errate o ingiustificate sui rischi associati a determinati cosmetici.
L’allarmismo fa notizia insomma!
2. Non considera la variabilità individuale
Un altro limite significativo di questo tipo di APP è l'incapacità di tenere conto della variabilità individuale. Le reazioni della pelle ai cosmetici possono variare notevolmente da persona a persona a causa di fattori come il tipo di pelle, le allergie personali e altre condizioni dermatologiche preesistenti. Un ingrediente che può essere sicuro per la maggior parte della popolazione potrebbe causare irritazioni o reazioni allergiche in soggetti particolarmente sensibili.
I medici, in particolare i dermatologi, lavorano tenendo conto della storia medica individuale del paziente, delle sue esigenze specifiche e delle eventuali condizioni cutanee. Consigliando questi sistemi, che offrono valutazioni generiche e non personalizzate, si rischia di finire per trascurare queste importanti variabili.
3. Inaccuratezza scientifica e metodologia opaca
La metodologia alla base della valutazione dei prodotti da parte è spesso poco chiara e non sempre basata su evidenze scientifiche solide. L’app si basa principalmente su database di ingredienti pubblici e su studi che, in alcuni casi, possono essere obsoleti o inaffidabili. Molte delle informazioni su cui si basano le valutazioni interne provengono da fonti non sempre accreditate, o da studi che potrebbero non aver superato una revisione paritaria.
Un altro aspetto problematico è l’assenza di trasparenza riguardo alla modalità con cui i punteggi vengono assegnati. Le app assegnano un peso eccessivo ad alcuni fattori come la presunta "naturalità" di un ingrediente, mentre trascurano altre considerazioni fondamentali, come la stabilità della formulazione o il rischio effettivo legato all’uso di un prodotto nel contesto della vita quotidiana.
Molti dubbi sorgono anche sul rating che viene proposto di alcuni prodotti finiti, tanti autori ritengono che il giudizio sia spesso orientato in modo discrezionale.
4. Demonizzazione di ingredienti sicuri
Questi sistemi tendono a demonizzare alcuni ingredienti che, secondo la scienza dermatologica e la ricerca chimica attuali, sono considerati sicuri. Ad esempio, parabeni e siliconi sono frequentemente penalizzati nelle valutazioni delle app, nonostante la loro sicurezza sia stata confermata da numerose autorità sanitarie internazionali, come la Food and Drug Administration (FDA) e il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori dell'Unione Europea.
I parabeni, per esempio, sono conservanti usati per prevenire la crescita di muffe e batteri nei cosmetici. Mentre alcune persone potrebbero scegliere di evitarli per preferenze personali, la scienza ha dimostrato che, nelle concentrazioni regolamentate, sono sicuri. Demonizzare questi ingredienti senza fondamenti scientifici solidi può portare i consumatori a fare scelte irrazionali e ingiustificate.
In fondo i parabeni sono anche molto utilizzati nell’industria alimentare come conservanti, così come i siliconi (si pensi all’uso orale di simeticone contro il meteorismo), o i petrolati (olio di vaselina per os come lassativo).
5. Non sostituisce il consiglio medico professionale
Un’app non può sostituire il parere di un professionista della salute. I medici, specialmente i dermatologi, hanno una formazione approfondita in fisiologia della pelle, farmacologia e chimica cosmetica. Possono fornire consigli personalizzati basati su una conoscenza dettagliata del paziente e delle sue condizioni. Inoltre, possono identificare ingredienti che, sebbene possano sembrare sicuri, potrebbero essere controindicati in pazienti con determinate patologie o allergie.
Consigliare un'app potrebbe portare i pazienti a fare affidamento su una fonte d'informazione che, per quanto ben intenzionata, è limitata e non può tenere conto delle specificità individuali o delle condizioni cliniche particolari.
6. Rischio di allarmismo non necessario
Un altro rischio dell'uso di app è quello di creare allarmismi non necessari tra i consumatori. Segnalare un prodotto come "nocivo" senza un contesto appropriato può spingere le persone a evitare cosmetici sicuri o a smettere di utilizzare trattamenti che, in realtà, non rappresentano alcun rischio. Questo potrebbe avere conseguenze dannose per la cura della pelle, soprattutto in individui con patologie cutanee croniche che richiedono l'uso di prodotti specifici.
Conclusione
In conclusione, anche se queste app moderne possono sembrare risorse utili per i consumatori che desiderano informazioni rapide sui prodotti cosmetici, presentano numerosi limiti che le rendono inadatte come strumento di valutazione professionale. La loro eccessiva semplificazione, l'assenza di personalizzazione e la possibile diffusione di informazioni inaccurate o incomplete sono tutti motivi per cui i medici non dovrebbero consigliarne l'uso per valutare i prodotti cosmetici. Invece, è fondamentale che i pazienti si rivolgano ai professionisti della salute per consigli basati su evidenze scientifiche e adattati alle loro esigenze individuali.
A cura di Barbara Catozzi, Scienza Cosmetica